XV.

1218 Parole

XV.Orsola rimase inerte, lunga su i mattoni, con nelle vesti, con in tutta la figura lo scompiglio della donna violata. Ma, quando udì i passi di Camilla nella scala, dal fondo della sua languidezza si levò su un gomito; rapidamente passò le mani su le vesti sconvolte; ritrovò le parole per dire alla sorella che una sùbita mancanza di forze l'aveva fatta cadere nel mezzo della stanza. Fuori, annottava. Sul paese si spandeva la grande frescura glauca della sera di giugno, originante dall'Adriatico. Voci e risa empivano la piazza; giù pe 'l casamento cantava la gioia sabatina degli abitanti sollevati. Dal secondo pianerottolo Teodora La Jece gridò: — Comare Camilla, comare Orsola, venite? Orsola seguì la sorella, senza parlare, senza pensare. Durava fatica a ricordarsi: una specie di ebe

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