V. IN CASA DEL SIGNOR MARCHESE-6

2006 Parole

«Per oggi, Scapino, voglio lasciare un po’ nel fodero la mia Ammazzatrice e cedere ai medici la cura di popolare i cimiteri di cui io sono il gran provveditore. Quando uno, come io ho fatto, ha detronizzato il Sofí di Persia, portato via per la barba l’Armorabacano di mezzo al suo campo e uccisi con l’altra mano diecimila Turchi infedeli, fatti cadere con una pedata i bastioni di cento fortezze, sfidato il destino, pelato il caso, bruciata la sventura, spiumata come un uccellino l’aquila di Barba Giove che rifiutava di scender sul prato al mio apparire, perché mi temeva piú dei Titani, battuta la pietra focaia con l’acciarino della folgore, sventrato il cielo con la punta dei baffi, ha certamente diritto di concedersi un po’ di ricreazione e di gioco. D’altra parte, l’universo soggiogato n

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