«Sei mio.» pt 2

806 Parole
Taehyung's POV Jungkook mi aveva mandato un messaggio, chiedendomi il permesso di assentarsi dal lavoro qualche ora per andare a casa di Yoongi dal momento che lui gli aveva scritto che Jimin si era presentato a casa sua disperato e che ora avesse bisogno del suo migliore amico. Ovviamente tenevo anche io a quei due, erano miei amici tanto quanto lo erano di Jungkook e gli avevo risposto che lo avrei accompagnato io stesso se per lui non fosse stato un problema. Non ci eravamo rivolti la parola dopo quello che era successo, un giorno e mezzo senza parlargli e praticamente senza vederlo. Mi era sembrata un'eternità. Quando lasciai il mio ufficio e scesi nel parcheggio interrato, lo ritrovai già appoggiato alla mia macchina. Fu un viaggio breve e silenzioso in cui io gli chiesi se Yoongi gli avesse accennato cosa fosse successo a Jimin e lui mi spiegò che le cose a Seoul non andavano bene e che probabilmente era arrivato al limite della sopportazione, lasciando Jongin e correndo da Yoongi. Non parlammo d'altro, nessuno dei due ebbe la forza di accennare alla nostra litigata ma io avevo avuto modo di riflettere, sapevo di aver sbagliato e volevo solo rimediare. Parcheggiai di fronte a casa di Yoongi appena 15 minuti dopo, suonammo il campanello, usammo l'ascensore e raggiungemmo lui e Jimin. Entrambi furono sorpresi di vedermi ma ancora di più io fui sorpreso di vederli mentre si baciavano, il più piccolo sembrava aver pianto mentre il mio amico era contento di vedermi. Jungkook si fiondò da Jimin, si abbracciarono e Yoongi mi fece segno di seguirlo in cucina, lasciandoli soli. "Tutto bene?" Gli chiesi non appena sentimmo gli altri due cominciare a parlare. "Magnificamente in realtà." Sorrisi in modo provocatorio. "Avete scopato, vero?" Mi arrivò una manata sulla spalla ma fu una reazione perfettamente comprensibile. "Abbiamo fatto l'amore, è diverso." "E quindi lo perdoni e basta? Così facilmente?" Chiesi. "Non devo perdonargli niente. Non mi ha tradito, Jongin l'ha drogato e minacciato- vabbè è una lunghissima storia. Sicuramente te la potrà spiegare Jungkook." A quell'ultima affermazione alzai un sopracciglio prima di abbassare lo sguardo. Yoongi mi osservò dubbioso, non sapendo come interpretare la mia reazione e il mio improvviso mutismo. "Certo-" Cercai di riprendermi. "Mi farò raccontare da Jungkook. Sono felice per te comunque, ero stufo di vederti sempre depresso o incazzato col mondo." Sorrisi. Finsi il peggiore dei sorrisi e quel particolare non sfuggì al mio amico. "Taehyung...che succede?" "Niente. Va tutto bene." Tagliai corto, allungando il collo per osservare Jungkook seduto a gambe incrociate sul divano di fronte a Jimin, si tenevano per mano, piangevano entrambi. "Non capisco se con quello sguardo lo stai incenerendo o se vorresti correre ad abbracciarlo." Girai la testa di scatto verso di lui. "Yoongi." "Taehyung." "Non mi va di parlarne, okay? Ci sto di merda. Sono due notti che non dormo e due giorni che non mangio. Ogni volta che litighiamo sto sempre peggio." "Avete litigato? Ancora? Taehyung, non puoi continuare a sfogar-" "Non l'ho fatto. Ha sbagliato lui questa volta, mi ha tenuto nascosto una cosa importante e io...ho reagito parecchio male." Spostai la sedia da sotto il tavolo e mi sedetti. "Ma staremo bene. Parleremo, chiariremo e staremo bene perché ci amiamo e siamo bravi a superare le difficoltà, con tutte quello che abbiamo dovuto passare, sei d'accordo con me?" Dissi tutto d'un fiato e poi lo guardai implorante, cercando un consenso anche da parte di uno dei miei più cari amici. "Beh...almeno tu non hai il pensiero che Jungkook possa averti tradito come l'ho avuto io per quasi un anno." Soffiai dal naso a quella affermazione perché non aveva idea di quanto si era avvicinato al motivo della litigata. "Jungkook non mi tradirebbe, non lo farebbe. Mi ama, me lo dice sempre." "Okay? Non è quello che intendevo ovviamente ma si, hai perfettamente ragione." Certo che avevo ragione. Jungkook amava me ed io amavo lui alla follia. Eravamo io e lui, lui ed io e non avrei permesso a niente e a nessuno di mettersi tra di noi. Lo avrei riconquistato da capo se avessi dovuto. E mentre pensavo a come farmi perdonare per il mio comportamento e per non avergli lasciato la possibilità di spiegarsi, mandai un messaggio ai miei sottoposti per avvisarli che né io né Jungkook saremmo tornati al lavoro quel giorno, che dovevano cavarsela senza di noi e che non volevo essere disturbato per nessun motivo al mondo. Avevo deciso di lasciargli tutto il tempo di cui avesse bisogno per parlare e consolare Jimin e poi l'avrei riportato a casa, a casa nostra, tra le quattro mura del nostro nido d'amore, l'avrei abbracciato, mi sarei scusato dicendogli quanto mi è mancato e quanto lo amavo e quanto mi volevo fidare di lui. E saremmo stati bene, avremmo superato anche questa.
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