INFERNO

395 Parole
INFERNO «Appendetelo», ordinò Belzebù alle guardie. Xabrax venne circondato. A nulla valsero le sue suppliche. «È stata dura», sussurrò la Divoratrice nell’orecchio del suo aiutante. «Ma sapevo che lo avresti riportato.» «Hai nuovi ordini per me?» Non le raccontò del sacrificio che aveva compiuto. Ancora sentiva nella mente l’urlo della ragazzina e il rumore sordo delle ossa mentre si spezzavano. «C’è un gruppo di demoni che si sta dando alla pazza gioia… pare abbiano persino creato un’associazione. L’hanno chiamata La Congrega dei Malefici, e cercano adepti fra gli umani.» «Andiamo di bene in meglio», le rispose. «Almeno non dovremo viaggiare nel tempo, sono figure inferiori, non come quel poveraccio lì», gli disse con sarcasmo guardando le carrucole che, lente, sollevavano il mostro da terra. «È il demone più orrendo che io abbia mai visto», le fece notare. «Già, e pensare che erano creature di una bellezza disarmante», sottolineò la Divoratrice. «Poi si sono trasformati tutti in esseri orripilanti.» «Tutti tranne Lucifero.» Kalinger abbracciò la Divoratrice, ignorando gli sguardi lascivi che i demoni lanciavano verso di loro. Le loro forme morbide e longilinee ricordavano quelle umane. Gli occhi neri come la pece e le due piccole corna che uscivano dalla fronte erano il segno indistinto delle loro origini. Indossavano misere strisce di pelle a ricoprirne il sesso, e nulla più. Kalinger inoltre, a differenza della pelle diafana della Divoratrice, presentava molte zone squamose sulla cute e una lunga coda, tratti genetici della sua progenie. Sulla Terra invece mutavano d’aspetto a seconda dell’esigenza. «Figlio mio, forse Lucifero era l’unico che non doveva morire», gli rispose mentre un fiume di ricordi ripercorreva indietro il tempo, quando il loro mondo era stato sepolto dalla venuta degli angeli. Un rumore sordo riempì la sala delle esecuzioni. Il corpo di Belzebù si era già scisso in migliaia di mosche. «Lo divorerà da dentro», le disse Kal. «Ho l’impressione che gioisca nel torturarli… Non ce li fa cacciare perché si sente tradito, quanto per godere di questo momento di gloria, di fronte a tutti i suoi sudditi», sottolineò. «Con le anime dei peccatori non si diverte abbastanza.» «Finché si uccidono fra loro a me non interessa» ribatté Kal. L’abbracciò stretta mentre l’urlo della vittima faceva tremare le migliaia di fiamme che illuminavano la scena. Xabrax venne sconquassato dalla potenza dell’Imperatore, le carni sfrigolarono e si sfaldarono. L’applauso che conseguì davanti all’esecuzione fece tremare le pareti. Madre e figlio, così diversi dal resto degli astanti, restarono in silenzio, nessuna espressione di giubilo sul volto. «Andiamo a caccia della Congrega, almeno mi riprenderò da questa scena raccapricciante», propose Kalinger. Svanirono sotto gli occhi di tutti, proprio mentre Belzebù riprendeva le sue sembianze.
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