Il bel volto di Philippe esprimeva una noia, una stanchezza insolenti, il suo compagno ne invidiava segretamente l’arroganza, sebbene la giudicasse, nel suo intimo, un poco volgare. «Sì», disse Philippe. «Per conto mio, sai, non me la prendo troppo per l’arte. Il Maestro, quando sei arrivato, mi ha detto che stavi scrivendo non so che cosa, una grande opera, qualcosa insomma…». «Beh, una grande opera, no, ma avrebbe potuto essere abbastanza interessante. Era una vita…». «Una vita? Capisco… La biografia di Giovanna d’Arco, di Napoleone, di Deibler?» «Era una vita di Dio», rispose gravemente Mainville. «Accidenti!» Volse il capo per non vedere il rossore sul volto del segretario, aspirò profondamente il fumo della sigaretta e disse con voce sognante: «E poi prendiamo in giro la letter

