III. Mainville si asciugò la fronte madida di sudore con la punta delle dita. Ancora una volta si sentiva lo zimbello di quello strano giovane. Con la sua fiacca volontà, in sostanza sempre complice dei suoi nervi ancora più fragili, non aveva saputo renderlo né un amico né un nemico. Che cosa intendeva dire con quell’ultimo avviso? Quanto di vero, o per lo meno di sincero, vi era in quegli slanci impetuosi, ora sprezzanti ora carezzevoli, che lo lasciavano esitante e umiliato, furioso contro di lui e più che mai dubbioso? Eppure un tempo aveva creduto di trovare in Philippe un alleato, se non un amico, dato che il suo cuore impudente, tanto profondamente femminile, non provava affatto bisogno di amicizie. La prudenza, indubbiamente, lo aveva ben presto allontanato da una creatura troppo

