III.-2

1813 Parole

La sera scende invisibile come sempre, sembra scorra giù dalle facciate bagnate di pioggia e Mainville pensa ad altre sere, guardando ammiccare l’unico occhio, folgorante, del bar tabaccheria. Quasi da solo, il suo dito sottile si è posato sulla tempia e conta automaticamente le pulsazioni dell’arteria, ogni giorno più precipitose, più brevi, con arresti insoliti, lunghe pause di silenzio che gli bagnano di sudore la fronte. Dio, come ha paura di morire! Come è solo! Appartiene veramente a una generazione sventurata, destinata alla espiazione come Philippe sostiene? La parola sventura non gli suggerisce nulla di eccitante, suscita in lui soltanto visioni sordide di mala sorte, di noia e le catastrofi imminenti, infaticabilmente predette dai maggiori, non gli ispirano curiosità di nessun ge

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