V.-1

2007 Parole

V. «Mio cara», esclamò il signor Ganse, «mi domando a quale scopo, da alcune settimane, si ostina a contrariarmi in ogni cosa. E, per dirne una, questo profumo. Puzza orribilmente. Lo dico senza la minima intenzione di offenderla: il suo odore, insomma, sia pure soave per il tale o il talaltro, a me è insopportabile. Per di più, ogni giorno inventa una nuova mania, ieri quel monotono torcimento del collo, oggi lo sfregamento dei talloni uno contro l’altro, domani, probabilmente, si metterà a fare giochi di destrezza coi candelabri o a battere un tamburello. E dire che avevo cominciato il mio lavoro questa mattina nelle condizioni migliori, condizioni insperate! Sì, carissima, era da un pezzo che non mi sentivo la mente tanto chiara, tanto libera. Con un poco di fortuna potevo arrivare all

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