XI.-2

2049 Parole

Simone non poteva distogliere lo sguardo dalle due macchie di belletto, fatte più cupe dal riflesso rosa del paralume. Vi era, in quel volto cadaverico, una feroce ironia, un beffardo richiamo alla salute, alla giovinezza. Ma l’attraevano anche, avrebbe voluto sfiorarle con la mano, toccare con l’unghia quella crosta di vernice… Per quanto lunga a descriversi, questa scena durò un attimo appena. Il primo balzo della signora Alfieri l’aveva portata a metà strada dal pianerottolo, dove l’aspettava il fantasma ancora immobile e muto. Rimase lì un momento, scrollando il capo con un’oscillazione automatica, poi si slanciò. Ma il braccio sinistro proteso incontrò soltanto il vuoto, ella cadde sulle ginocchia con un gemito, mentre la lampada, rotolando di scalino in scalino, andava a infrangersi

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