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2053 Parole

“Credo sia stato Casanova,” la voce di Sara irruppe nel giardino. Aveva ascoltato parte della conversazione. Il desiderio di unirsi a quell’abbraccio era ostacolato dalla triste realtà che in quel pezzo di vita lei non poteva entrarci. “No, non è stato lui,” disse con fermezza Ascanio. Aveva la barba di qualche giorno e una sciarpa di lino blu intorno al collo che ogni tanto si toccava con nervosismo, guardò le sue donne e si sentì un debole e un egoista. Avrebbe dovuto solo vendere a qualche collezionista il diario e godere della rendita come un nababbo, sistemare tutta la famiglia, trovare una casa in cui vivere con Sara e fare felici tante persone, invece aveva preferito portare il destino all’estremo, cercava vendetta come il conte di Montecristo. “A nessuno è mai stata data l’esclu

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