CAPITOLO UNO «Siamo arrivati.» Piedi strascicati si fermarono davanti a una porta rinforzata. Una singola torcia lanciava una luce tremolante sulle pareti di pietra grezza macchiate di muffa scura. La torcia era stata imbevuta di una resina aromatica chiamata galbanum che, quando accesa per la prima volta, sprigionava un odore pungente e particolare. Dopo aver bruciato per qualche minuto la resina comunque si addolciva in qualcosa che ricordava le mele e i sempreverdi. Ma persino il dolce fumo non riusciva a mascherare l’aria nel tunnel, che era malsana, spiacevole come se avesse assorbito l’oscurità che premeva da tutti i lati. Il Numeratore con la torcia sollevò la fiamma per esaminare la porta più da vicino, quindi fece un cenno di assenso. Il suo viso era tutto dure pianure

