CAPITOLO VENTI Trascorsi i giorni seguenti come in un sogno indotto dalla febbre. Riacquistavo i sensi e li perdevo di nuovo. I magi venivano, trattenendomi mentre mi cauterizzavano il moncherino con della cera calda. Vidi il volto di Ilyas nuotare sullo sfondo, mentre mi osservava senza dire niente. Pareva triste, ma mentre mi tagliava la mano aveva la stessa espressione. Mi avvolsero in una coperta, eppure tremavo in modo incontrollabile fino a battere i denti. Il dolore era qualcosa a cui aggrapparsi. Una distrazione dalla solitudine e dalla paura di ciò che veniva fatto a Darius. Per la prima volta in due anni, non lo sapevo. Non lo sapevo. Non sapevo se fosse vivo o morto. Dove fosse. Come stesse. Perché lui era legato a Ilyas adesso. Il bracciale doveva solo toccare la pelle

