Primo colpo. Tre sera, quattro e cinque ottobre

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Primo colpo. Tre sera, quattro e cinque ottobre Enrì aveva calcolato che la raffica di colpi audaci che si sarebbero abbattuti in città, avrebbe inesorabilmente messo a ferro e fuoco il mondo criminale, quindi sapeva che le rogne future sarebbero potute arrivare naturalmente dalla pula e dai caramba, ma anche dalle altre gang che avrebbero dovuto gestire rotture di palle pesanti provenienti dai controlli incessanti degli sbirri. Per questi motivi, scelse come prima località di azione un quartiere lontano dai vicoli. Nervi, un’oasi di pace e lusso verdeggiante, con una strada simbolo che si chiamava viale delle Palme dove le palme c’erano davvero, mica come nei caruggi dove in vico delle Fate l’unica magia che si poteva incontrare erano due o tre bagascie appoggiate ai muri di logori intonaci zuppi di lacrime e piscio. E là in fondo il mare, azzurro splendido, gli scogli e le agavi dove le onde, al loro arrivo, si infrangevano musicalmente in mille spruzzi luminosi e profumati di salsedine. Nervi era il quartiere della borghesia e dei tedeschi ricchi, carichi di moneta e di entusiasmo per il sole, i parchi e la fûgassa zeneize, l’unica raffinatezza che si trovava uguale anche nei caruggi. Nel retro del bar Roberto la banda era al gran completo. I ragazzi avevano appena smesso di raccontarsi le solite quattro musse sugli avvenimenti locali per prestare attenzione alle parole del Francese. Di calcio, quella sera, nessuno aveva voglia di parlarne: il Genoa nel pomeriggio aveva preso due pappine dal Catanzaro. «L’obiettivo è l’agenzia della Banca del Tigullio in via Oberdan. È una strada alquanto trafficata, le vie di fuga sono poche, ma mi hanno detto che la guardia giurata che vigila alla porta nel pomeriggio è un abbertoëlòu che quando ha quattru palanche in te stacche corre al bar ed esce miscio. Nebbia, tu gli farai trovare un deca sul marciapiede davanti al bar quando esce di casa». Fece una breve pausa poi aggiunse: «Entro domani Professore, procurati le informazioni sui sistemi antifurto e sicurezza, e tu Avvocato, controlla il numero di impiegati, funzionari, commessi e qualsiasi altro sussanêspoe lavori in quella belin di banca e cerca di verificare quali sono i tempi di intervento dei caramba dal momento in cui suona l’allarme. In base a questo, Cannetta, che si sarà piazzato in una via dalla parte opposta del quartiere, sparerà in aria una sonora scarica di mitra in modo da richiamare l’attenzione e il conseguente arrivo della pantera. A garantire la fuga ci penseranno Everest e il Corto; è meglio che voi due non vi facciate vedere in zona, studiatevi l’area e preventivate le azioni diversive. Il Cinque, il Reverendo e il Professore entreranno con me in banca, mentre Alfredo sarà già dentro fingendo di essere un cliente. Infine Nebbia farà il palo. Tutto chiaro? Alla macchina naturalmente ci penserà Aldo». Quando sembrava che tutti i punti fossero già messi in ordine, aggiunse: «Ah ragazzi, visto che abbiamo poco tempo, approfitteremo di domani per stabilire gli ultimi accordi, e mi raccomando, fate già stasera un sopralluogo della zona, ma non andate tutti insieme, è meglio non farsi notare». «Dal magazzino serve nulla, capo?» domandò il Corto. «Per ora niente, Gio. Batta, poi vedremo domani. Appuntamento alle dieci in punto, qui da Robbi». La riunione terminò in quell’istante e alla spicciolata tutti uscirono dal locale.
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