La soffiata di Jerry. Undici ottobre, notte

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La soffiata di Jerry. Undici ottobre, notte Percorrendo a ritroso i tetri corridoi del vecchio ospedale, il Francese si diresse verso l’uscita, per trovarsi nel freddo della notte buia. Fuori lo aspettava Aldo a bordo della sua Alfa. Quando quest’ultimo scorgendo l’amico avviò il motore, il fascio di luce dei fanali illuminò sulla traiettoria una figura nascosta dietro un’auto posteggiata. Il volto ansioso del damerino si rivelò in tutta chiarezza. Il Formula Uno abbassò la mano sotto il sedile per afferrare al volo una mazza che teneva lì per ogni evenienza, ma Enrì, entrato in quell’istante in macchina, lo fermò: «Cõse t’imbelini?». L’amico indicò con la testa lo spione, ma ricevette all’istante un’indicazione tranquillizzante: «Lascia perdere, o no distingue ‘n belin da ‘na magna de ta

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