Ospedale Galliera. Undici ottobre, notte Sempre, prima e dopo “i colpi”. La signorina si chiamava Lidia. Era una ragazza non molto alta, ma con un corpicino che non avrebbe sfigurato nemmeno sul catalogo Postalmarket, il massimo referente in fatto di bellezze in mutandine e reggiseno dell’epoca. Il suo viso era sempre animato da un sorriso aperto che gli uomini consideravano intrigante ed attraente mentre le donne etichettavano come una smorfietta da bagascetta. Quando lo vide materializzarsi davanti, quasi svenne. Era da un po’ che lui non si faceva vedere. In un primo tempo cercò di fare la sostenuta, adducendo il diritto di non essere trattata come una poco di buono. Poi, non sapendo resistere alle lusinghe di quegli occhi profondi e mobilissimi, con molta liberalità si slacciò la capp

