Fiume di parole. Sette ottobre, mattino Quattro bussate continue alla porta erano il segnale convenuto con Robbi quando era lui che voleva entrare. Dopo il permesso accordato, la porta si aprì. «Francese, c’è Piero al telefono». Andando a rispondere Enrì ringraziò Roberto e dando un’occhiata in giro prese in mano la cornetta: «Ciao Nebbia, tutto bene?». «Sì». «Hai visto movimenti?». «No». «È in casa il milanese?». «Sì». «È solo?». «No». «Sei riuscito a guardare da vicino?». «Sì». «Ci sono allarmi?». «No». «Hai visto i quadri?». «Uno». Malgrado il Nebbia avesse aumentato di una sola lettera l’unica parola che pronunciava, il Francese accolse con gioia la novità, perché la monotonia monosillabica del Nebbia alle volte rasentava la fobia, e per colui o coloro che ascoltavano era una grande,

