Ventiquattro milioni e seicentomila lire. Sei ottobre, sera La rapina sul treno aveva avuto sviluppi molto brevi e un risultato quasi insperato: centodiciannove milioni in contanti contenuti nelle valigette, più tre milioni e novecento novantamila lire rappresentati dalla vendita degli orologi e dai soldi che i rapinati avevano nei portafogli. Il tutto per un totale di centoventidue milioni e novecentonovanta mila lire. Per arrivare ad una cifra intera, l’Avvocato si tolse di tasca un deca e lo mise nel mucchio. Centoventitre milioni di lire, tondi tondi, guadagnati nel tratto Busalla-Serravalle Scrivia, che per gli amanti delle statistiche e per tutti coloro che detestano quel pagiassu dell’orologio delle Ferrovie dello Stato, vuol dire, nella peggiore delle ipotesi, venti minuti di viag

