Una preoccupazione ingiustificata. Sette ottobre, mattino Quella che gli si presentò al risveglio, era una giornata di pioggia. Uno di quegli acquazzoni arrivati all’improvviso e che sembrano non dover finire più. I tetti che Enrì vedeva dalla sua stanza erano lucidi di pioggia e il grigio dell’ardesia erano un tutt’uno con il cielo plumbeo. Di tanto in tanto, un fulmine graffiava di giallo lo scuro paesaggio e nei secondi successivi, il tuono interrompeva violento il tranquillo e regolare ticchettio della pioggia sui vetri. Nei vicoli gente variopinta costituita da portuali, artigiani, leggère e fannulloni si riparava dentro i locali pubblici, affollati per la colazione, per le solite chiacchiere e per il brutto tempo. Quando il Francese arrivò al bar Roberto, il barista si tolse il grem

