IV

1149 Parole

IVEra prossimo alla fine. Ormai il trentunenne Gino Rovelli, aveva raggiunta l’età fisiologica di novant’anni. Bruciando rapidamente e consumandosi nel fuoco della diabolica malattia, il suo corpo s’era risecchito, il suo colorito era terreo; come fa la legna che nella fiamma diventa esigua e scura. Dentro la prigione del corpo in rovina, fatto muto, sordo e cieco dalla corruzione degli organi, una intelligenza giovane e alacre continuava un lavorìo quasi ininterrotto: calcoli e disegni per un futuro che invece s’era già interamente consumato; e già era cenere mescolata a quella del passato. Di tanto in tanto sul volto di Gino, ansiosamente scrutato dai medici, passava un sorriso appaia percepibile da un lieve arricciarsi della bocca. Stava pensando di inviare al Bìler il dossier dove av

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