6 nero Seduta sul divano, lady Anna fissava De Vincenzi, che era rimasto in piedi davanti a lei. La lampada d’argento aveva ancora la fiamma accesa al suo becco ricurvo. Sul vassoio giaceva la pipa spenta. Dalla finestra aperta veniva il rumore monotono, continuo, metallico della sala del Casino. Sembrava il salmodiare di un coro. Inseguiva chiunque si aggirasse per quelle stanze. La pendola del caminetto segnava le tre. De Vincenzi aveva seguito lady Anna attraverso quattro sale: lo studio di Fleming, l’ingresso, la sala da pranzo e un salottino. Erano poi giunti nella camera di lady Anna, che aveva per tutto letto quel divano. Una porta si vedeva al fondo della stanza, più piccola e bassa delle altre. De Vincenzi pensò che essa dovesse dare nello spogliatoio e nel bagno. — Sedete,

