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32 Sedettero sul divano. Giorgia si tenne ben distante da Francesco. Lo scrutava rannicchiata da là in fondo, come se lui irradiasse qualcosa di sconosciuto e pericoloso: un’emotività – ma sottopelle – che andava ben oltre la sua solita calma. Era senz’altro eccitato per qualcosa che le stava nascondendo. E che voleva tenere ben segreto. «Vuoi smetterla di startene zitto? Spiegami cos’è successo!» aveva il corpo rigido e le braccia rattrappite addosso come radici secche. Lanciò un’occhiata alla parete dell’orrore, fuggendo subito altrove con lo sguardo. Rabbrividì: «Sia chiaro che io non ci resto in casa con quella roba sul muro!». «Dopo scenderò in ferramenta e comprerò un po’ di tempera. Stasera sarà tutto a posto». No, non poteva dirglielo. Non aveva il diritto di trattarla come una

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