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394 Parole

33 Francesco scattò a sedere sul letto. Il boato aveva fatto tremare l’intero palazzo. Il flash di una saetta filtrò attraverso le persiane e illuminò la stanza. Tornò il buio, rimase l’angoscia. Tuonò. Fuori pioveva a dirotto. Un temporale improvviso e violento, causato dal troppo caldo. Di nuovo un tuono fragoroso, e un fulmine caduto vicinissimo. Giorgia dormiva. Sembrava impossibile. Aveva la capacità di cadere in catalessi quasi a comando, su qualsiasi superficie si sdraiasse. Nel tardo pomeriggio avevano sistemato la parete, imbiancato le tracce di sangue. E l’avevano fatto assieme. Lui aveva schermato le prese della corrente e il battiscopa con la carta adesiva e il giornale, preparato la tempera e pennellato; lei steso il nylon a terra, passato lo straccio e strofinato le f

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