38 Erano stati invitati a cena proprio dal dottor Zamboni, che doveva mettere al corrente Francesco sulle prime impressioni dei suoi soci, riguardo il suo possibile ingresso nello studio. Il dottor Zamboni abitava in un attico che dominava via Laura Bassi. Un appartamento che mozzava il fiato. Si saliva con un ascensore privato rivestito da pannelli di marmo. L’entrata affacciava su una sala da cui si diramavano sette stanze. L’arredamento moderno si mescolava a quello esotico, un po’ come nella villetta di Riccione. Sinuosi mobiletti indiani di legno scuro, cuscini e tendaggi sgargianti arricchiti da mille lustrini, e un dio con la testa di elefante, si contrapponevano al più grande televisore piatto a parete che Francesco avesse mai visto. E a librerie e sedie ultramoderne, vanto di c

