43 «Parlerò di te con un amico che da qualche anno ha aperto uno studio a Budrio e incomincia ad avere bisogno di un assistente. Non è particolarmente rinomato, ma è un buon inizio». Così si era concluso il bizzarro incontro con il dottor Zamboni. I suoi discorsi avevano tranquillizzato Francesco, che all’aggressione non pensava nemmeno più. Il dottor Zamboni aveva i nervi a pezzi, ma non aveva sospetti. Almeno per il momento. Aveva una natura paranoide con cui Francesco sapeva di dover fare i conti. In lui c’era un costante pericolo d’incendio, se non addirittura d’esplosione. Non poteva essere preso con leggerezza, era imprevedibile come un leone ferito. Francesco passò la seconda notte insonne. Non riusciva a frenare i pensieri. Giorgia al contrario dormiva profondamente, accanto a

