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44 Si fermò all’altezza dello strapiombo e guardò giù. Si maledisse per avere rischiato inutilmente. Il corpo del dottor Lolli era sempre là sotto. Assieme alla moto. Quasi completamente celato tra un cespuglio e qualche erbaccia, proprio come l’aveva lasciato. Tutte le sue angosce erano state assurdità: semplicemente il dottor Lolli non era stato ancora trovato. Nessuna congiura o sottrazione di cadavere. Doveva solo darsi una calmata. Tornò a casa, tentò di studiare scacchi, era l’unico modo che conosceva per distrarsi, ma non riuscì a concentrarsi. Era davvero troppo stanco. Chiuse gli occhi, sentiva le pupille bruciare e le palpebre ruvide come fossero rivestite di carta vetrata. Squillò il cellulare, era il dottor Zamboni. Non pareva più quello della notte precedente. Dello stud

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