28 Spalancò gli occhi. Sudava e ansimava, e il sole a picco gli aveva procurato un’emicrania feroce. Tentò di deglutire, la lingua gli si appiccicò al palato. Non beveva da molte ore e si sentiva disidratato. La prima cosa che vide fu il cadavere del dottor Lolli. Le mosche gli camminavano sulle labbra e si gustavano il sangue rappreso sul collo. Rimase così, ascoltando il silenzio e la pace che si sentiva dentro. Ma poi trasalì. Cosa stava combinando? Si sollevò a sedere. Fissò la gola nella quale era sceso. Era silenziosa e deserta ma non era detto che rimanesse tale. E se dalla strada si fosse affacciato qualcuno? Un ciclista o un podista mentre si refrigeravano, un fotografo che ammirava lo scorcio... in collina c’è sempre chi scatta foto. Sarebbe stato perduto. Doveva levarsi d

