6
Il locale non aveva niente da spartire con le tipiche trattorie romagnole. Era un ristorante di lusso a tutti gli effetti, anche se strizzava l’occhio alla familiarità della riviera. Una gallina dalle piume dorate, incastonate di smeraldi e diamanti. Che, orgogliosamente, proponeva un’eccellente cucina locale.
L’odore della carne alla griglia era irresistibile.
«Dottor Zamboni!» accentuato da un accogliente sorriso «...che piacere rivederla».
Il direttore di sala ci sapeva fare.
Sedettero a un tavolo appartato, nonostante il locale si stesse vuotando. Il dottore legò il tovagliolo dietro il collo e ordinò una bottiglia di Brunello. Affettato, formaggi e strane marmellate nelle quali la frutta era mescolata alla senape o all’aceto balsamico.
«Deve assolutamente sentire le loro tagliatelle al prosciutto, e la guancia di vitello alla brace» disse il dottor Zamboni, che scorreva il menù con gli occhiali scesi sul naso.
Mentre Francesco si lasciava guidare nella scelta dei piatti, gli squillò il telefono. Rispose e riattaccò dopo un breve scambio di battute. «Era Giorgia, la mia ragazza» disse.
Sul viso del dottor Zamboni si era dipinta un’espressione sbigottita: «La suoneria...» indicò il telefono con la punta del coltello.
«è Il Titano».
«Lo so benissimo, sono vicepresidente dell’Associazione Italiana Amici di Mahler».
Francesco non sembrò particolarmente sorpreso: «Allora forse ci siamo già incontrati, una volta, a Villabassa» il tono della sua voce assunse una nota più scura.
Il dottor Zamboni sollevò gli occhi andando con la mente indietro nel tempo. «L’estate scorsa. Eri al raduno?» si accorse che gli aveva dato del tu, ma gli era venuto naturale e non si scusò.
Bando alle formalità!
Fece cenno al cameriere di servire un’altra bottiglia. Il giorno seguente avrebbe lavorato di pomeriggio e non aveva interventi impegnativi, solo la normale routine di studio. «Il Brunello andava bene, vero?» domandò con premura al suo ospite.
Brindarono di nuovo. Il dottor Zamboni finì con pochi sorsi il bicchiere, mentre Francesco nel vino ci bagnò solo le labbra, come aveva fatto fino a quel momento.
Era stata una giornata emozionante, ma non era ancora mezzanotte.
Le sorprese non erano terminate.