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345 Parole
15 Francesco si alzò e recuperò il borsone che aveva lasciato davanti alla porta. In mezzo ai suoi effetti personali scintillava il coltello sottratto dalla cucina del dottor Zamboni. Lo coprì con una camicia sporca. Dava le spalle a Giorgia, che lo guardava: «è un’ingiustizia» disse lei. «Hai il più bel culo del mondo senza aver mai fatto un quarto d’ora di ginnastica in vita tua». Francesco mangiava anche come una squadra di facchini. Si serviva almeno due volte la pasta, piattoni traboccanti. Altrimenti dimagriva a vista d’occhio. Metabolismo da podista: una fortuna sfacciata. O una bestia famelica che gli divorava i nervi. Francesco tornò a sdraiarsi con lei. Le mostrò la busta, conteneva mille euro. «Ce l’hai fatta». In qualche modo. «Allora per un pezzo non avrai bisogno di fare altre gare» lo provocò Giorgia. Guardò dubbiosa verso l’entrata: «E la coppa, dove l’hai messa?». «Dimenticata in treno» le baciò il collo. «Mentre ero via hai fatto la brava?» glielo chiedeva ogni volta. Lei si aspettava una qualche forma di gelosia. «Smettila!» sbottò Giorgia. «Lo so a cosa stai pensando». Le capitava di sentirsi attratta da donne. Non quelle in forma che frequentavano i suoi corsi in palestra. Le preferiva cicciotte, perfino strabordanti. Glielo aveva confessato alla festa per un ultimo dell’anno, ubriaca persa e altrettanto fumata d’hashish, fissando famelica una sua collega decisamente insipida dell’università. Lei scoppiò a ridere. «Ero strafatta, e tu bastardo me la farai pesare per tutta la vita». Accesero lo stereo, alzarono il volume e fecero ancora l’amore, e Giorgia rischiò di arrivare in ritardo all’università. Corse in bagno per truccarsi, saltellando su un piede solo, perché si stava infilando le scarpe. Rideva e si disperava allo stesso tempo. Si sarebbe beccata una strigliata. Ne era valsa la pena. Nella sua vita aveva collezionato forse più esperienze amorose di quanto fosse lecito averne, perché a vent’anni era stata una specie di centrale atomica fuori controllo, eppure con Francesco era stato subito diverso. Lui aveva cancellato tutto quanto esistito in precedenza. La prima volta che ci aveva fatto l’amore si era sentita come di nuovo vergine, tanto si era emozionata. E adesso, anche se ammetterlo la faceva sentire debole – e lei odiava sentirsi debole – non sapeva più starci senza di lui.
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