POLVERE La direttrice le aveva dato il permesso di uscire, non appena le donne avessero preso il tè, e Maria pregustava la sua serata di libertà. La cucina era tirata a lucido: la cuoca sosteneva che nei pentoloni di rame ci si poteva specchiare. Il fuoco scoppiettava allegro e vivace, e su una delle tavole laterali c'erano quattro grosse focacce, che sembrava non fossero ancora state tagliate. Ma, guardandole da vicino, ci si accorgeva che erano state divise in fette lunghe, grosse e uguali e che erano pronte per essere servite con il tè. Le aveva tagliate Maria stessa. Maria era proprio una donnina piccola piccola, ma aveva il naso molto lungo, e altrettanto poteva dirsi per il mento. Parlava con voce un po' nasale e sempre con calma: “Sì, cara” e “No, cara”. La mandavano a chiamare tu

