«Mh, è carino.»

1586 Parole
Jungkook's POV Due giorni erano passati. Mi svegliai quella mattina e puntuale come un orologio svizzero mi arrivò un messaggio da parte di Jin dove mi informava che il mio account era online, di fare l'accesso col codice recluta che mi aveva fornito e da quel momento in poi avrei potuto essere contattato in qualsiasi momento. Mi ricordò in ogni caso di non rispondere a nessuna richiesta finchè lui non mi avesse messo in contatto con il mio primo cliente, voleva assicurarsi ancora una volta che io mi trovassi bene e gliene fui grato. Feci leggere il messaggio a Jimin. Quel giorno avevamo deciso di rimanere fuori a pranzo e stavamo mangiando alla piadineria in fondo alla strada, nell'angolo più remoto e nascosto del locale per parlare delle nostre cose. "Si anche con me si è comportato così la prima volta. Te l'avevo detto che è un'ottima persona." "Si ma Jimin non è lui che mi preoccupa..." "Eh lo so, ti spaventa il fatto di aver mentito sulla tua esperienza. Ne abbiamo già parlato e non avresti dovuto farlo ma ormai il danno è fatto. Puoi ancora salvarti dicendo al primo cliente la verità e vedrai che ti verrà incontro perché non può fare altrimenti." "Si ma che figura ci faccio, Chim..." "Nessuna figura. Sai quante volte deve essergli successa una cosa del genere?" Finii di smangiucchiare la mia piadina quando all'improvviso mi arrivò un messaggio. Recuperai il telefono e vidi che era da parte di un numero sconosciuto.  [unknown]: mh ehi? [JK]: ehi? chi sei? [unknown]: è questo il numero di Geikei? Quando lessi quel nome capii e mi si gelò in sangue nelle vene. Feci subito leggere a Jimin, chiedendogli consiglio su come comportarmi.  [JK]: si sono io. E tu invece saresti? [unknown]: Mi chiamo Taehyung. È stato M*st*r a darmi il tuo contatto [JK]: Certo, mi aveva avvisato. [TH]: Allora, sei nuovo eh? Farò decidere a te come organizzarci (:  "Oddio ma che dolce, ti ha messo un'emoji!" Mi urlò Jimin all'orecchio. Mi disse che lui aveva avuto a che fare anche con gente poco simpatica per messaggio, gli scrivevano semplicemente luogo, giorno e ora, lui rispondeva in modo monosillabico e finiva tutto lì.  [JK]: Proprio perché sono nuovo preferisco che scelga tu. Dimmi dove e quando. [TH]: oggi? Casa mia? Dopo le 18, se ti va bene. "Ommioddio Jimin, vuole vedermi già stasera!" "Digli di sì così ti togli il pensiero il prima possibile!" Mi rispose lui tranquillo e sorridente. "Sei matto, e cosa dico a mia mamma che sto via e che torno tardi per cena? No no, non sono pronto psicologicamente per stasera!"  [JK]: e se facessimo domani? [TH]: va benissimo (: stesso posto e stessa ora? [JK]: si [TH]: ti lascio il mio indirizzo. -indirizzo- [TH]: non vedo l'ora di conoscerti, Geikei.  "Jungkook, ti invidio un sacco, questo Taehyung è davvero gentile nel modo di porsi. Non pensare che sarà sempre così." E dopo un paio di secondi mi arrivò una notifica anche dall'app che mi avvisava che un certo TaehyungV mi aveva appena seguito. Ricambiai e aprii il suo profilo per rendermi immediatamente conto di chi fosse. Il suo viso non mi era nuovo, era una persona molto famosa in Corea essendo il figlio di Kim Siwon, l'uomo che aveva creato un marchio di moda anni fa per poi esportarlo in tutto il mondo. "Jimin cazzo, ma è Kim Taehyung, QUEL Kim Taehyung!!" Dissi emozionato, ingrandendo la sua immagine profilo e facendo vedere la foto al mio amico. "No vabbè, stai scherzando!" Mi strappò il telefono dalle mani e zoommò sulla bocca di Taehyung per poi dirmi: "Immagina cosa ti farà con questa bocca." Gli urlai di smetterla recuperando il mio dispositivo e mettendolo via imbarazzato. Taehyung's POV "Mh, è carino." Sorrisi tra me e me. "Di chi parli?" Mi chiese Hoseok. Eravamo riusciti a ricavarci un paio di ore per vederci durante la pausa pranzo. Io potevo sgattaiolare via dal mio ufficio quando e come volevo ma lui era in servizio quindi aveva poche pause ed era veramente difficile convincere il mio amico a vederci in orario di lavoro. Avevo appena seguito quel Geikei dall'app di incontri e lui mi aveva ricambiato pochi secondi dopo. Per curiosità aprii la sua foto profilo e mi resi subito conto di quanto giovane e innocente sembrasse. Quando avevo ricevuto la chiamata dal Master mi ero sentito orgoglioso di essere talmente degno della sua stima da affidarmi una nuova recluta. Mi chiese più volte di prendermi cura di lui e di andarci piano finchè era nelle mie possibilità e mi sarei impegnato per non deluderlo dal momento che fino ad ora mi aveva sempre trovato i migliori ragazzi. Girai il telefono in direzione del mio amico ma appena il suo sguardo si posò sulla foto, alzò una mano per coprire lo schermo e mi urlò contro. "TAEHYUNG-AH NON FARMELO NEANCHE VEDERE IN FACCIA!" "Mi hai chiesto tu chi stavo parlando!" "Si, ma lo sai che mi prudono le mani quando mi torna in mente come te la spassi con i minorenni. Il poliziotto che è in me avrebbe già dovuto metterti le manette, buttarti in cella e gettare la chiave!" "Ehi, non sono mai andato con minorenni. Questo Geikei ha 18 ann-" "NON. VOGLIO. SENTIRTI. È una cosa illegale Taehyung e io lavoro nelle forze dell'ordine." Scossi la testa e sorrisi. Eravamo amici fin dalle elementari anche se lui aveva un anno più di me e crescendo io avevo dovuto prendere le redini dell'attività di mio padre mentre lui aveva preferito fare il concorso ed entrare a far parte delle forze di polizia. Sapeva cosa facevo però non mi aveva mai denunciato, mi aveva semplicemente chiesto di tenerlo fuori da quel mondo e di raccontargli il meno possibile perché non avrebbe mai voluto tradirmi ma dall'altro lato, in casi estremi, non mi avrebbe protetto se di ritorno avrebbe rischiato di perdere il posto. "Sarà pure illegale ma non sai quanta soddisfazione mi danno certi ragaz-" "Taehyung, davvero. Ora finiscila." "Mi minacci sempre quando te ne parlo ma non hai mai fatto nulla. Lo sai che apprezzo il fatto che mi proteggi, prima o poi questo non sarà più un problema ma per ora non ce la faccio ad impegnarmi. Non sono come te, non so amare come si deve. Ho sempre e solo ricevuto soldi e giocattoli costosi da che sono nato ed è questa l'unica cosa che so donare agli altri: soldi e oggetti costosi." Era sempre stato così con me. Mi lamentavo? Ecco che arrivava l'orologio placcato d'oro. Prendevo un brutto voto a scuola? Ecco un bracciale di diamanti per incentivarmi a far meglio la volta successiva. Avevo tamponato la macchina di mio padre mentre facevo lo stupido con gli amici? Ecco un nuovo SUV tutto per me così avrei potuto spostarmi liberamente. Volevo lavorare? Ecco che mi era arrivata in eredità l'intera azienda costruita da mio padre. Preferivo i ragazzi alle ragazze? E che problema c'è, potevo pagarli per andare a letto con loro mentre mantenevo la facciata da bravo figlio ereditiere di fronte alla stampa. Mi ero ritrovato a 23 anni a non avere il senso dei soldi, a non sapere cosa voleva dire guadagnarsi la fiducia e la stima degli altri senza sganciare i soldoni. Ed era proprio in questa situazione che mi avevano lasciato i miei genitori. Avevano deciso di spostare parte della produzione in America, dove gli incassi aumentavano del 147% di anno in anno e mi avevano lasciato a gestire da solo e senza esperienza l'intero impero non solo coreano ma asiatico. Avevo dovuto imparare in fretta e oggi, a 26 anni da compiere nel giro di un paio di mesi, mi ritrovavo ad essere una persona distinta, ligia, corretta sul lavoro e con i clienti, capace di tenere a bada compratori e venditori, l'orgoglio dei miei genitori che facevano la bella vita a Los Angeles e che non vedevo da ormai un anno e mezzo. L'unica cosa che non mi piaceva della mia vita? Ero solo. A parte Hoseok non avevo nessuno perché ancora enormi erano le mie lacune per quanto riguardava i sentimenti e le relazioni. Ero bravo solo sul fronte fisico ed è per questo che mi ero avvicinato all'organizzazione di Jin. Avevo bisogno di scopare per riversare su questi ragazzini tutto il peso e la frustrazione del lavoro, sempre trattandoli con le dovute cure e attenzioni e sapevo di essere davvero bravo nel farlo. Per questo ero emozionato di conoscere questa nuova recluta e ci ero quasi rimasto male quando mi aveva chiesti di rimandare di un giorno ma in fin dei conti avrei potuto aspettare per aprirgli il cul- "Tae, troverai la persona giusta per te un giorno. Magari domani suonerà al tuo campanello l'uomo della tua vita, che ne sai." Cercò di tirarmi su il morale Hoseok. "Si, l'unica persona che suonerà al mio campanello domani sarà il corriere che mi deve consegnare un pacco che arriva dalla Russia. Ho già mal di testa al pensiero di dover tradurre la lettera di ringraziamenti di questo compratore. Spero almeno di trovarci della vodka dentro." Scoppiammo a ridere e concludemmo il nostro pranzo velocemente dal momento che il mio amico aveva davvero fretta di tornare in servizio. Io tornai al mio ufficio e per tutto il resto del pomeriggio non riuscii a pensare ad altro se non a due occhi grandi scuri da cerbiatto, capelli scuri e un sorriso da coniglietto che da solo avrebbe potuto illuminare tutta Seoul.
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