77. Snarry: Harry/Severus - Dolce

2341 Parole
Harry aveva sempre odiato il freddo e i cambi improvvisi di temperatura. Quelle giornate fredde che si scaldano verso il pomeriggio e tornano a raffreddarsi la sera, non le sopportava. Era mattina presto e lui sapeva che avrebbe dovuto alzarsi, aveva il giorno libero a lavoro ma ciò nonostante, lo aspettava un pranzo in casa Weasley, come ogni sabato. Harry però non aveva alcuna voglia di uscire da sotto le calde coperte, poteva sentire la pioggia fuori dalla finestra, picchiettare con forza al suolo e questo aumentava in lui la voglia di girarsi e tornare a dormire. All'ennesimo richiamo della sveglia, si alzó con uno sbuffo e si diresse in bagno. Dopo una veloce sciacquata, uscì di casa, diretto alla solita tavola calda per una colazione abbondante. Tanto odiava il freddo, quanto amava quel posto per la colazione e tal volta, anche per un caffè dopo i turni serali da auror. Come ogni tavola calda, appena entravi il profumo di caffè e pancakes caldi ti investiva in pieno e lo stomaco non tardava a farsi sentire. Il locale era sempre pieno di persone, ciò nonostante non era difficile trovare un posto a sedere e non c'era mai troppo casino,solo un leggero vociare in sottofondo. Ad Harry quel leggere brusio non dispiaceva affatto, gli ricordava quasi Hogwarts, con tante persone e delle colazione abbondanti per tutti. Il menù aveva una scelta molto vasta tra DOLCE e salato, lui andava pazzo per la torta di zucca o quella di patate dolci, ma non disdegnava di tanto in tanto i pancakes con frutta fresca e sciroppo d'acero. Quella mattina ad esempio, il suo stomaco approvava così tanto il dolce aroma nell'aria che lui ordinò immediatamente dei pancakes e un caffè doppio. Frequentava quella caffetteria da circa un mese, ma i camerieri erano sempre diversi, chiunque fosse il capo di quel posto, non doveva essere troppo simpatico. Il nuovo cameriere, un tipo giovane e goffo, era un disastro con le ordinazioni, aveva già rovesciato due volte del caffè a terra. C'erano delle mattine in cui Harry era tremendamente sfortunato, infatti del caffè bollente venne rovesciato anche sui suoi pantaloni e alzarsi di scattò per il bruciore fù inevitabile, anche se provocó una pessima reazione a catena. Alzandosi, Harry spinse involontariamente il giovane cameriere, che rovesció la fetta di torta posata sul vassoio, su una povera vecchietta, che colta di sorpresa cacciò un urlo e rovesció a sua volta una spremuta d'arancia. Insomma, in pochi secondi il pavimento del locale sembrava stato colto da una guerra di cibo, inutile dire che dopo questo una voce severa chiamó, in realtà urló, il nome del cameriere, che a testa bassa si diresse in cucina. Un altro dipendente del locale si accinse a pulire il disastro e scusarsi con i clienti, promettendo di riportargli i loro ordini che, ovviamente, avrebbe offerto la casa. Poco dopo, il giovane e goffo cameriere uscì a testa bassa dalla cucina e se andó dal locale, probabilmente era stato lincenziato pensó Harry. Fece appena in tempo a finire il suo pensiero, che dalla cucina uscì un altra persona, un uomo alto e possente, i capelli legati a chignon, indosso aveva la divisa da cuoco e lo sguardo era terribilmente severo. Harry avrebbe riconosciuto quell'uomo tra mille: Severus Piton, il suo arcigno ex insegnante di pozioni, lavorava nella sua tavola calda preferita. Severus :"Chiedo umilmente scusa a tutti i presenti per i disagi creati da quella testa di legno." poi si avvicinó alla vecchietta e le disse :"Sono mortificato signora, si senta libera di ordinare ciò che desidera dal menù, oggi offre la casa. E la prego di mandarmi il conto della lavanderia." la vecchietta arrossì e ringraziò Piton, sedendosi poi nuovamente al suo posto. Dopo aver parlato con la vecchietta, Piton si giró verso di lui e disse :" Potter... Lo stesso vale per lei. " e se andó come se nulla fosse successo. Harry rimase letteralmente imbambolato sul posto, la bocca leggermente spalancata, gli occhi sgranati esploravano lentamente tutta la figura del suo ex professore, mentre questo si allontanava. In nome di Merlino, cosa era appena accaduto? Severus Piton aveva pubblicamente chiesto scusa a un sacco di persone con un tono quasi... Gentile. Severus Piton era il padrone della caffetteria che lui tanto amava. Severus Piton cucinava pancakes per vivere. Severus Piton... Aveva sempre avuto un fisico così maledettamente sexy? Pensó Harry. "Via ragazzo, se continui a fissarlo così lo sciuperai e non riavrai mai i tuoi pancakes" disse la vecchietta vicino a lui. Harry si riprese appena e con agitazione disse :"Cosa? No io.. Non lo stavo guardando." La vecchietta rise appena e disse :"Ora mi vedi vecchia, ma anche io sono stata innamorata sai?" Harry :"Co... Co... Come? No lei.. Sta fraintendendo" "Riconosco gli occhi di chi ha appena incontrato l'amore...ma se ne sei così certo... " disse lei, girandosi verso il suo piatto con nonchalance. Harry tutto rosso in viso, si sedette velocemente e pensó :"Ho davvero trovato Piton... Quel Piton, sexy? E quella vecchietta pensa che io me ne sia innamorato." le mani corsero a coprire il suo viso caldo per l'imbarazzo. Doveva ammettere che il professore sembrava in perfetta forma con la sua divisa da cuoco. Le maniche gli fasciavano perfettamente i muscoli delle braccia sottolineando un fisico scolpito che... Harry non aveva mai notato ai tempi della scuola. Forse, pensó lui, era solo un effetto ottico della divisa... Scosse veloce la testa per togliersi quei pensieri di dosso, ma per una ragione a lui sconosciuta i suoi pancakes quel giorno, sembravano anche più buoni del solito. Per tutto il giorno la testa di Harry, viaggió verso altre direzioni, tanto che a pranzo, la signora Weasley gli chiese se stesse bene. Lui rispose semplicemente che era sovrappensiero e lei ribatté :"Non dirmi che ti sei innamorato?" Harry tossicchió, rischiando di strozzarsi con il purè e poi disse :"Perché tutti dite che sono innamorato? Io non sono affatto innamorato, forse sconvolto o..." traumatizzato dsi miei stessi pensieri pensó Harry. Molly Weasley era una donna sveglia e aveva molti figli, una madre abituata a vedere il volto dell'amore e non mancó di farlo notare ad Harry, che arrossì di colpo. Harry :" Io... Non sono innamorato, è una follia." Molly :"Oh mio caro, l'amore è follia." disse, sparendo in cucina. Dopo il breve scambio non potevano mancare le domande assillanti di Ron e di Hermione. Chi è? Sai come si chiama? Lavora al ministero? È bella? Andarono avanti per un po', fino a che lui non esplose :" Non è una donna ok? È un uomo, è più grande ed è sexy contenti? E la finite con queste domande? Non sono innamorato e non lo rivedró mai più... A costo di cambiare caffetteria." quando ebbe finito, aveva il fiatone, ma era soddisfatto di aver zittito gli amici. Peccato che Herm disse :" Hai detto che è sexy. " Harry arrossì nuovamente e disse :" No... Non l'ho detto. " Ron :" Lo hai detto" Una Molly Weasley apparentemente indaffarata passó di li e senza fermarsi disse :"Occhi dell'amore..." A fine pranzo le guance di Harry erano più rosse di un peperone. La sua testa invece, più confusa che mai... Il giorno dopo tornó nella stessa caffetteria, era più affollata del giorno precedente ma i camerieri erano decisamente più esperti. Ordinó nuovamente i pancakes, ma di Piton non c'era traccia. Aveva detto ai suoi amici che non lo avrebbe rivisto... Invece si sentiva come una ragazzina in età adolescenziale... Scrisse un biglietto, lo piegò e disse ad un camerieri di darlo a Severus Piton, che era importante. Quella sera, nervoso come non mai e dandosi mentalmente dello stupido, si sedette in un tavolino appartanto di una birreria magica e ordinó subito una burrobirra. "Che ci faccio qui? Probabilmente non verrà neanche" pensó Harry, nell'esatto momento in cui un uomo dal volto conosciuto si sedette al suo tavolo. Severus :"Alle 21 da Potion Beer, questione di vita o di morte. Davvero Potter?" disse con tono derisorio. Harry :"Beh... Sei venuto..." Severus :"Sono venuto." e appongiando i gomiti al tavolo disse :"Suppongo che la questione di incredibile importanza sia: perché Severus Piton gestisce una tavola calda e cucina pancakes per babbani." Harry arrossì, in realtà non aveva alcuna questione importante di cui parlare, voleva solo rivederlo... E guardandolo notó che il maglioncino semplice che indossava dava lo stesso difetto di quella divisa da cuoco... Chiaramente erano dei vestiti mal fatti. Harry :"Beh... Diciamo che forse... Non era esattamente una questione di vita o di morte. Ma confesso di essere curioso riguardo al motivo del tuo impiego. Non eri.. Un professore di Hogwarts? Uno dei più odiati se ben ricordo." Severus :" Avere a che fare con voi teste di legno mi ha impegnato per troppi anni... Non pensavo di sopravvivere alla guerra, ma quando era evidente che avrei avuto un'altra possibilità, ho deciso di... Cambiare. " Harry lo ascoltava rapito, non sembrava lo stesso Severus Piton di un tempo, era meno rigido, a dimostrarlo c'era la posa informale che aveva assunto. Era meno severo, più rilassato, sembrava persino ringiovanito di anni. Severus :"...ter?" due dita schioccarono rumorosamente davanti al suo viso, facendo imporporare le sue guance per l'imbarazzo. Harry :"Come?" disse sbattendo più volte le palpebre. Severus :"Qualcosa ti distrae?" Harry, sempre più imbarazzato disse :"No! Assolutamente no... Ero... Molto concentrato." Severus :"Sulle mie parole o sul mio aspetto così diverso?" ghignó lui. Qualcosa del vecchio Piton lo aveva mantenuto, pensó Harry. Harry :"Eeehh.. Forse.. Più... La seconda. Scusa. Quindi gestisci una caffetteria... E cucini...è così strano." Severus :"Lo dice anche Minerva... Ma non smette di importunarmi venendo ogni venerdì a pranzo." Harry :"La professoressa Mcgranitt sa del suo lavoro?" Severus :"Certo... Insiste nel mantenere i contatti con me, pranzando sempre insieme. Mi manda sempre nuovi e incompetenti camerieri che devo licenziare dopo 2 giorni." Harry pensó che non mandava solo dei camerieri ma... Anche vecchi studenti a fare colazione nella :" Più buona caffetteria di Londra, assolutamente da provare. " quella donna lo aveva fatto apposta... Severus ordinó del firewhisky e lo buttó giù di fretta, poi disse :"Ce ne andiamo?" Harry :"Dove?" chiese curioso Severus :"A casa mia... Sarebbe meno inopportuno se mi guardassi sbavando in privato non credi?" disse sorridendo con malizia. Per Merlino... Ma che ne era di Piton? Pensó Harry, rendendosi conto che stava sbavando davvero... Ma non era colpa sua se quella maglia faceva difetto addosso all' ex professore.. Un bel difetto. Senza dire nulla, seguì Piton. Scoprì che l'uomo era sexy anche nel camminare, non era più rigido come un tempo, la sua postura era comunque composta e sicura, ma le mani erano infilate nelle tasche dei pantaloni... Sembrava... Più umano. Arrivati a casa dell'uomo, Harry vide un lato che di lui non era cambiato, già dall'entrata infatti l'ordine era quasi maniacale. L'ingresso era spazioso, un piccolo appendi abiti sulla sinistra, un mobiletto a destra proprio a lato della porta, con sopra delle lettere in perfetto ordine e sopra di esso, ad altezza d'uomo, una cassettina con delle chiavi appese. Piton lo condusse in un salottino, composto da due poltrone e un divano non troppo grande, un basso tavolino con un centro tavola e un vaso di fiori. Un camino sulla parete opposta del divano, sopra di esso era appeso un quadro, il mago raffigurato su esso era Albus Silente, ex preside di Hogwarts, deceduto durante il suo sesto anno, ucciso proprio da Piton. Harry fisso il quadro per qualche secondo, si aspettava un qualche tipo di movimento che non avvenne. Severus :"Non è un dipinto magico. Sarebbe strano se qualcuno venisse qui e vedesse un quadro muoversi." Harry si giró appena verso il professore e disse :"Quindi Severus Piton ha molte visite babbane? O porta tutte le sue conquiste a casa sua?" Severus si irrigidì appena e disse con tono serio :"Non porto estranei senza importanza in casa mia. Non ho motivo di condividere il mio mondo con una persona qualunque." Harry si stupì delle parole ricevute e un po' si sentì in colpa per aver mal giudicato l'uomo. Tuttavia, non poté negare di sentirsi anche sollevato. Harry :" Mi dispiace. Non avevo intenzione di offenderti." Severus si rilassó subito e rispose :" Nessuna offesa,ci tenevo solo a specificare. L'unica frequente visita che ricevo e la signora Thune, la mia vicina. È una vecchietta simpatica, mi ricorda quasi Albus. " il suo viso si rabbuió per un istante, segno che l'uomo soffrisse ancora della perdita. Harry :" Alloraaa... " disse, cercando di trovare un discorso più vivace. Severus però lo precedette e gli si avvicinó accarezzandogli il collo. Poco dopo disse :" Allora..." e lasciando la frase in sospeso, si avvicinó lentamente alle labbra di Harry, facendole combaciare con le sue. L'uomo si staccó appena, come per accertarsi che anche Harry fosse d'accordo e gli posó entrambe le mani sui fianchi. Riprese a baciarlo con un dolce trasporto, con sorpresa di Harry, non c'era urgenza in quel contatto, piuttosto era carico di romanticismo. Con un moto di audacia, Harry infiló le mani sotto al maglione dell'uomo, trovando subito il contatto con la pelle calda e nuda, dell'altro. Delicatamente gli sfiló il maglione, Severus non oppose resistenza, anzi sorrise e lo baciò ancora. Harry era sorpreso da tutta quella gentilezza, quella delicatezza che Severus metteva in ogni piccolo contatto ed era ancora più sorpreso di quello che stava facendo. Mano a mano che i vestiti cadevano al suolo, i due si avvicinarono alla camera da letto. L'amplesso fù dolce, romantico e la premura che Severus usó nei suoi confronti per prepararlo, fù minuziosa e delicata. Harry era appoggiato al petto dell'uomo e passandoci sopra una mano pensó :"Decisamente... Non era la maglia a fare difetto, Severus ha un fisico perfetto." Si addormentó poco dopo, con la certezza che sebbene odiasse il freddo, forse non era così terribile uscire dal suo letto la mattina presto, visto quello che gli aveva riservato la vita. Ma sicuramente, sarebbe stato difficile uscire da quello di Severus...e non per il freddo.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI