20. Snarry: Harry/Severus - Quadro

1931 Parole
Erano passati mesi dalla fine della guerra ed Harry, continuava ad avere incubi su quella notte. Sognava Severus, la ferita sul collo che perdeva sangue a fiotti, sognava i suoi occhi spegnersi sotto al suo sguardo. Quando si svegliava, si rendeva conto che era successo davvero, ma più ci pensava meno gli tornava la situazione. Quando Voldemort era stato sconfitto, Harry era tornato a cercare Severus, voleva dimostrare la sua innocenza e dargli una degna sepoltura. Il problema era, che quando era tornato alla stamberga di Severus non vi era traccia, il suo corpo era sparito ed era sparita anche la chiazza di sangue che ricordava esserci sul pavimento. Lo aveva cercato, in tutta Hogwarts e dintorni. Aveva chiesto aiuto alla Mcgranitt, a Ron ed Hermione, a Kreacher e non si era fermato neanche a distanza di mesi, quando era riuscito a provare l'innocenza del professore davanti all'intero Wizengamot. Vicino alla tomba di Silente era stata sistemata una lapide bianca, una tomba vuota per Severus Piton. Al centro del giardino di Hogwarts si ergeva un enorme monumento ai caduti della seconda guerra magica e fra i mille nomi, Harry cercava inevitabilmente, ogni volta, quello di Severus. Tutto quello non aveva senso, un morto non sparisce senza lasciare traccia, ne ripulisce il suo stesso sangue dal pavimento. Dopo la guerra Harry aveva chiesto alla Mcgranitt, ora preside di Hogwarts, se poteva restare a vivere nel castello per un po'. La preside di buon grado aveva accettato, pronta a preparargli una stanza tutta sua in uno dei piani più alti del castello, ma Harry aveva richiesto la vecchia stanza di Piton. Stupita la preside aveva accettato, dicendo ad Harry che erano rimaste alcune cose intatte del professore e che non erano ancora state portate via, ma Harry contava proprio su questo e le disse che ci avrebbe pensato lui. Sperava di trovare qualcosa di utile tra le cose del professore. Tuttavia più i mesi passavano, più la sua speranza di trovare una traccia, anche se minima, svaniva. Ogni mattina Harry si alzava, si dirigeva nell'ufficio della preside, dove era stato appeso il QUADRO che ritraeva Severus Piton, un altra cosa che non gli tornava. Harry fissava quel dipinto per ore ma quello stava fermo, immobile, come se fosse stato realizzato da un qualunque pittore babbano. Nel mondo magico, i quadri prendevano vita dopo la morte di chi ne era ritratto, perché quello di Severus Piton era fermo? Da un altro quadro che ben conosceva, gli giunse una voce, calma e decisa, quasi come se l'uomo del ritratto fosse ancora vivo. Silente :"Harry, di nuovo qui vedo. Posso notare dalle tue espressioni concentrate quanto sei immerso nei tuoi pensieri. Sei venuto a capo di qualcosa?" Harry :"No. Se ne fossi venuto a capo probabilmente non sarei qui. Lei non ha davvero niente da dirmi?" chiese sospettoso il grifondoro. Silente :"Ancora una volta Harry, la mia risposta è negativa. Mi dispiace non poterti essere di aiuto nella tua ricerca." Harry si era abituato alla risposta dell'ex preside, inizialmente credeva che questo gli mentisse ma con il tempo aveva capito che era sincero, nessuno sapeva che fine avesse fatto Severus Piton. Harry aveva deciso di cercare, con l'aiuto di Hermione, in ogni libro esistente una pozione o un incantesimo rintracciante. Ne avevano trovati alcuni, ma si limitavano a persone morte o a breve distanza. Harry Potter però, era convinto che Severus Piton fosse vivo e vegeto, o quasi, da qualche parte e probabilmente era anche abbastanza lontano da li, o forse era solo la speranza a parlare per lui. Determinato a trovarlo, Harry provò ogni sorta di incantesimo, quando in un libro si imbatté in uno strano progetto: La lastra di *Pathos. Creare la lastra non era facile, bisognava preparare una pozione, inserendo dell'ametista in polvere, un oggetto della persona da cercare, ancora meglio se conteneva del dna, come una spazzola per capelli o un fazzoletto e poi un tuo capello. Dopo 72 ore di cottura, la pozioni, che sarebbe dovuta risultare di un viola intenso, andava versata in uno stampo e lasciata asciugare alla luce di una lampada e successivamente ricoperta da ambedue i lati, di cera d'api. Per la produzione della lastra Harry si fece aiutare da Hermione, che non potendone più dell'ossessione dell'amico, accettò subito di aiutarlo.  Una volta ottenuta la lastra, mancava solo più una cosa da fare, incantarla con un incanto molto potente di tracciamento, Harry non voleva rischiare di sbagliare, così chiese al professor. Vitious di incantarla per lui. Ora la lastra di Pathos era fra le sue mani, Harry non sapeva se avrebbe avuto successo, nel libro aveva letto che la lastra faceva uso della forza emotiva della persona che la usava e che poteva usarla solo chi aveva un forte sentimento per la persona da cercare, la parte irrazionale del cercatore avrebbe istintivamente pensato a chi più desiderava vedere e la sua immagine gli sarebbe apparsa in tempo reale. Doveva ammettere di non aver capito a pieno questa parte, ma era comunque determinato a provarci. Nella sua stanza, seduto a gambe i crociate sul letto, mise la lastra davanti a se, poi vi portò sopra indice e medio di entrambe le mani e come citava il libro disse ad alta voce :"Faccio appello al mio Pathos per trovarti." poi chiuse gli occhi e attese. Non era accaduto nulla ed Harry era abbastanza deluso, ma appena tolse le dite dalla lastra, una forza sconosciuta lo spinse sul letto e delle immagini gli scorsero davanti, come se fosse in un pensatoio. Vide Severus, vestito con semplici abiti babbani, entrare in un piccolo bar babbano e sedersi ad un tavolino singolo, posto in un angolo del piccolo locale.  La cameriera lo raggiunse subito ed Harry sentì chiedere :"Signor. Peters il solito?" Severus :"Si Lara, ti ringrazio." rispose con il suo tipico tono freddo il mago. Harry fece in tempo a vedere il nome del locale, il Bersy di Joe e non seppe come ma uscito da quella specie di pensatoio in tempo reale aveva la certezza che Severus Piton si trovava ancora nel Regno unito, più precisamente in Scozia e spinto dalla stessa forza che lo aveva buttato sul letto, sapeva esattamente dove andare. Harry partì immediatamente, lasciando alla preside solo una lettera sulla scrivania, priva di indicazioni sulla sua meta. Ci mise circa 6 ore ad arrivare a destinazione, guardò l'ora e decise di prendere una piccola stanza per qualche giorno. Severus era stato in quel bar la mattina presto, ad occhio e croce, considerando l'illuminazione esterna, intorno alle 8 del mattino e a giudicare dalla parole della cameriera, sembrava un cliente abituale. Perciò Harry attese l' indomani e verso le 8 entrò nel locale, fece la sua ordinazione e si posizionó nel lato opposto della sala, rispetto al tavolo che aveva visto con la lastra e attese. Non molto dopo vide entrare un uomo, un paio di pantaloni eleganti neri, un maglioncino classico nero, con sotto una camicia bianca e i capelli legati con un semplice chignon basso. Subito Harry si alzò, si diresse con passo sicuro verso l'ex preside, che era intendo a leggere un giornale babbano, tirò la sedia facendola strisciare rumorosamente a terra e ci si buttò sopra. Harry :"Sei un cinico bastardo ed egoista. Ti ho cercato per mesi. Ho rivoltato mezza Londra, il ministero, ho provato a trovarti con ogni sorta di incantesimo. Speravo fossi vivo ma non ne ero certo perché tu... Tu..." Severus al rumore della sedia aveva abbassato il giornale ed era rimasto a dir poco sconvolto da chi aveva di fronte. Poi questo gli aveva fatto una specie di piccola sfuriata e ora, il grifondoro, eroe del mondo magico aveva gli occhi stracolmi di lacrime... Era successo così velocemente che Severus non aveva saputo dire nulla per fermarlo. Severus :"Perché mi cercavi?" Harry :"Perché? Sei serio? Mi hai lasciato i tuoi ricordi e poi ai avuto il coraggio di farti passare per morto, peccato che i morti non ripuliscono le tracce di sangue. E il tuo stupido quadro nell'ufficio del preside non si animava. Ti ho cercato perché speravo fossi vivo. Non riuscivo ad accettare che fossi morto, non tu. Non potevi avermi lasciato in quel modo. Come hai potuto? Come in nome di merlino, hai potuto pensare di fingerti morto e andartene? " Severus :" Volevo ricominciare da capo. E non credo di doverti delle spiegazioni per questo Potter. " Harry :" Non osare. Non dopo i ricordi che mi hai lasciato. Mi dici cosa fare, mi riveli che devo morire, mi mostri un ricordo dove dici apertamente a Silente di amarmi e ti fingi morto? Tu... Sei... Spregevole. " Severus :" Non ero esattamente in me in quel momento, non volevo darti anche quel ricordo." Harry :" Ma lo hai fatto" Severus :"Già. Così pare." Harry :"Potevi rimanere. Sentire cos'avevo da dire almeno." Severus :"Rimanere? Tra la gente che mi odia, incolpandomi delle morti dei loro cari? E poi cosa dovevo sentirmi dire? Che l'eroe del mondo magico ha una splendida ragazza dai capelli rossi e che il suo vecchio professore di pozioni è un idiota ad essersi innamorato di un suo studente? No grazie. Queste cose le so da me. " Harry :" Hai ragione. Sei un idiota. Se fossi rimasto sapresti che sei stato assolto da ogni accusa, che la gente non ti odia ma ti apprezza per il tuo contributo alla guerra. Ma soprattutto, sapresti che non sto con nessuna splendida rossa, perché amo quel cinico e bastardo del mio ex professore di pozioni quindi si... Sei un idiota Severus Piton. Ma non per il motivo che credevi. " Severus alle parole del ragazzo sgranó gli occhi. Harry lo amava? Ma lui era convinto che... Lui e la giovane weasley.... Severus :" Tu... Non puoi amarmi. Ginny Weasley ti ha baciato al funerale di Albus Silente. L'ho visto con i miei occhi." Harry :" Come hai fatto a vedere il bacio? Comunque si lo ha fatto, ma era un bacio di addio. Ho lasciato Ginny il giorno del funerale, ero distrutto perché sapevo di amare te e mi sentivo tradito. E lo aveva capito anche lei. " Severus :" Polisucco." Disse rispondendo alla domanda del ragazzo. Poi riprese a parlare :" Perciò... Tu mi ami " Harry :" Già... Io amo te.. E tu sei scappato. " Severus :" Ero convinto che tu fossi felice con lei. E poi che avrebbe potuto darti un mangiamorte come me? Sono come un vaso fatto a pezzi, i miei cocci sono sparsi intorno a me e non so... Non posso.. Rimetterli apposto. " Harry :" Tu forse no... Ma io si." La mano di Harry si allungò a stringere quella di Severus. Poi disse :" Se vuoi ricominciare... Fallo con me. Ti prego. " Severus ricambió la stretta del ragazzo, il giornale ormai abbandonato al suo fianco. Dalla finestra filtrava un po' di sole, che sembrava un incentivo al ricominciare. Severus :"Forse... Potrei anche provare." disse guardando gli occhi del grifondoro, che alle sue parole si illuminarono. Rimasero così, mano nella mano in quel bar, per ore a parlare. Neanche la cameriera che portava le loro ordinazioni fece sciogliere quella stretta. La guerra era finirà, Harry era vivo, Severus era vivo, e quale miglior modo di ricominciare se non rinascendo dalle proprie ceneri, come una fenice. * Pathos: è una delle due forze che regolano l'animo umano secondo il pensiero greco. Esso si oppone al Logos, che è la parte razionale. Il Pathos infatti corrisponde alla parte irrazionale dell'animo. Nell'Italiano moderno può assumere il significato di carica emotiva
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