Sono dietro il piccolo bancone del Salotto 42 e non riesco a fare a meno di pensare a questa mattina. Dopo essere stato vestito da una sensuale e famelica Chanel, abbiamo fatto colazione mangiando le crêpes da lei preparate, poi è toccato a me vestirla ed è stata una prima volta, infatti non ho mai messo dei vestiti sul corpo di una ragazza, glieli ho sempre e solo tolti di dosso. Ho afferrato l'altro paio di boxer che avevo appoggiato sul divano e glieli ho infilati partendo dai piedi per poi salire fino alle ginocchia. Dopodiché ho accarezzato il suo clitoride con la punta del naso mentre con la lingua mi dedicavo alle grandi labbra. Lei gemeva ed anche la mia eccitazione aumentava. Ho allontanato il volto dalla sua v****a ed ho infilato, all'interno di essa, con la mano rivolta verso l'alto, il dito indice e il medio arrivando a stimolare il punto G mentre, con il pollice, stuzzicavo il clitoride. Dal modo in cui il suo corpo reagiva agli stimoli, capivo che la stavo facendo impazzire. Quando era vicina all'orgasmo, ho interrotto i movimenti ed ho continuato a vestirla proprio come lei ha fatto con me. Poi la porta d'ingresso si è aperta e mentre io e Chanel ci baciavamo, fortunatamente vestiti, Tommaso è entrato in casa in evidente imbarazzo...
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- State insieme? - ci chiede. È la classica domanda che mi rivolge ogni volta che mi becca con un'altra mettendomi a disagio quando sono costretto a rispondere di no davanti alla ragazza di turno.
- Si - gli risponde Chanel, sorridendomi
"Quindi ora stiamo insieme!"
Il cuore mi esplode nel petto. Decido di rivolgerle il sorriso più gioioso che riesco a fare. Poi la mia mano intreccia la sua.
- Domani venite al Salotto 42 per un drink con me e Roberta? - ci chiede Tommy, rivolge lo sguardo verso Chanel e aggiunge: - Io e Dimitri non lavoriamo domani.
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La mia ragazza ha subito accettato e la mia ansia dovuta all'invito di Tommaso è sembrata essere aumentata. Immaginare me, Tommy, Chanel e la mia ex - che si vede con il mio coinquilino - a bere un drink nello stesso bar mi rende davvero nervoso, e preoccupato; spero che quest'uscita a quattro salti non dovendone parlare mai più. Ad interrompere i miei pensieri è la vista di una chioma arancione sul capo di una ragazza intenta a camminare, con un sorriso malizioso, verso il bancone.
- Ludovica - la saluto mostrandole il sorriso meno falso che riesco a trovare.
Poggia i gomiti sul bancone e mi sorride. - Hai un minuto?
Mi guardo intorno in cerca di qualche cliente che necessita il mio aiuto, ma nessuno incrocia il mio sguardo. - Ehm... Si.
"Cosa vorrà dirmi? Sarà successo qualcosa a Chanel?"
Cammina lungo il bancone fino a trovarsi dietro di esso, di fronte a me.
Continua ad avvicinarsi guardandomi negli occhi ed io indietreggio, ha un sorrisino stampato sul viso e mi guarda come se fossi il suo cibo preferito. Quando la mia schiena batte contro la parete alle mie spalle, resto bloccato tra Ludovica e il muro.
- Sto lavorando, non puoi essere qui. E nemmeno io dotrei essere qui con te - affermo.
Spinge i seni in avanti premendoli contro i miei pettorali. - Io so dove potresti essere. - La sua voce è quasi un sussurro mentre prende la mia mano e se la porta tra le cosce.
La ritraggo immediatamente. - Ludovica, smettila. Io sto con Chanel... E tu con Marco.
Spinge la mano con forza nel punto tra le mie gambe, proprio sotto il pube, sulle mie intimità ed ansimo a causa del piccolo colpo improvviso che ho appena ricevuto. Avvicina le labbra alle mie. Il mio cuore batte forte e il mio respiro diventa più affannato, non per il piacere di essere toccato, ma per il nervosismo e la tensione.
Se non avessi incontrato Chanel, sicuramente avrei colto l'occasione e sarei andato in bagno con la ragazza di turno, ma non voglio più essere quel tipo di ragazzo.
- Stai diventando duro, è questo l'effetto che ti faccio? - domanda con aria lusinghiera.
- È perché... s-stai.. - Sospiro. - Stringendo il m-mio... Il mio...
- So cosa sto facendo - mi interrompe - E ti piace
"Perché continua a guardarmi come se davvero mi piacesse?"
Vuole farlo con me, ma non posso permettere che ciò accada. Questa è una vera e propria molestia e, nonostante ciò che le sue mani stanno facendo mi stimola ad andare oltre il semplice tocco, io voglio davvero cambiare, per Chanel, e non cadrò nelle vecchie abitudini di farlo con tutte. Soprattutto non ora che ho una ragazza.
Afferro il polso di Ludovica e spingo via la sua mano. Mi divincolo e mi allontano. - Sto con Chanel, questo non deve più accadere, capito?! - la rimprovero con tono severo e autoritario.
- Tu non sei il tipo di ragazzo adatto a stare in coppia, vedrai. - mi provoca con altrettanta aria di rimprovero e uno sguardo di superiorità.
Questa frase mi ferisce perché so che in fondo è la verità e non voglio che qualcun'altra soffra a causa mia come è successo con Roberta. - Sta zitta. Non mi conosci.
- Non mi sembri il tipo di ragazzo da relazione. Sei più uno da una notte.
- Lo so, ma cambierò. Per lei.
Mi rivolge una risata, ma lo sguardo è minaccioso. - La vedo difficile, vedrai che ho ragione - Mi guarda dalla testa ai piedi e quando i suoi occhi tornato nei miei mi rivolge un altro sorrisino.
- Vaffanculo! - Esclamo mentre la guardo uscire dal locale.
Mi accorgo di aver alzato troppo la voce quando incrocio lo sguardo dei clienti che mi fissano. Li ignoro.
Riprendo fiato. "Cazzo." Questa ragazza dai capelli rossi non smetterà mai di sconvolgermi. "Perché mi deve incasinare così?." Il mio cuore appartiene a Chanel come se lei me l'avesse strappato dal petto e lo avesse avvicinato al suo ed ora sono l'uno accanto all'altro.
Rivolgo lo sguardo verso Ludovica appena uscita dal locale e la vedo accomodarsi sul sedile posteriore di una bianca e lucida Mercedes-Benz classe A berlina.
- Hey, quella non è l'amica della tua ragazza? - La domanda di Tommy mi allontana dalle mie riflessioni e torno alla realtà spostando lo sguardo dall'auto al mio coinquilino. - Come mai l'hai fatta andare via? Ho visto ciò che voleva... da te. - Mi fa un occhiolino.
- Come hai detto tu, è l'amica della mia ragazza... Non potrei mai farle una cosa del genere.
- Questo non è da te... Dov'è finito il Dimitri menefreghista e conquistatore?
- Non sono più quel Dimitri. - gli rispondo mentre mi sposto lungo il bancone.
Solo il pensiero di ferire Chanel mi uccide. - Cioè... Spero di non esserlo più.
La sua espressione è sorpresa, quasi scioccata, e rimane immobile a fissarmi. - L'ho notato, ma qualcosina con la rossa potevi farla... - fa spallucce.
- La rossa mi ha molestato. - rispondo secco.
- Molestato? Secondo me esageri. - fa spallucce. - E poi ti sei fatto toccare da moltissime ragazze.
- Già, ma quando anch'io volevo essere toccato! No vuol dire no, e la rossa avrebbe dovuto capirlo.
Prima pensavo che una ragazza valesse l'altra, e donavo a chiunque il mio corpo trattando le ragazze e me come oggetti di desiderio. Poi ho incontrato Chanel e ho capito di non essere soltanto questo. Non dico che lei sia la ragazza perfetta in quanto la conosco da pochissimi giorni, e credo che nessuno sia insostituibile, qualcuno di migliore lo si incontra sempre, ma io ho scelto lei, e voglio solo lei.
Fin'ora, nessuna mi ha mai fatto provare ciò che sento quando sono con lei, neanche Roberta in tutti quegli anni passati insieme, ma con Chanel è diverso... Mi piace il modo in cui mi guarda, il tono della sua voce, lo sguardo che ha il colore dello smeraldo, il modo in cui alza gli occhi mentre si morde il labbro, i movimenti scattanti quando sbatte le palpebre e amo soprattutto il modo in cui mi fa sentire, e il suo sorriso. "Chi l'avrebbe mai pensato che sarebbe bastato proprio quel sorriso a farmi perdere il fiato?" Lei ha la chiave di un posto nel mio cuore dove nessun altro può entrare.
Guardo Tommaso che ancora mi fissa. - Quindi ora anche i ragazzi posso essere molestati? - Ridacchia.
La sua risatina mi irrita e la mia testa sta incominciando a fare male. "Un no è un no"
Decido di non rispondere e di tornare a lavorare.
"Questo tipo di ragionamento non è da te" mi fa notare la vocina.
Qualche ora più tardi, controllo le notifiche del cellulare e leggo un messaggio da parte di Chanel inviatomi qualche minuto fa:
Chanel:
"Hey, Mister Smeraldo."
Decido di farla attendere prima di ricevere una mia risposta, ma quando rivolgo un'occhiata al cellulare, le mie dita hanno già inviato una risposta:
Dimitri:
"Hey, Miss Smeraldo."
Ripenso a ciò che ci siamo detti accanto alla sua auto ieri sera: "Siamo entrambi Miss e Mister Smeraldo ora?" ridacchiai ed aprendo la portiera dell'auto lei rispose che i nostri occhi sono dello stesso colore. Rispose che gli occhi sono lo sguardo dell'anima.
- E di qualunque cosa siano fatte le anime, certo la sua e la mia sono simili, Mister Sorriso Perfetto. - disse lei mordendosi il labbro dopo aver recitato una citazione da Cime Tempestose"
Sorrido al ricordo e controllo il cellulare.
Chanel:
"Spero di non disturbarti mentre lavori."
Dimitri:
"Non disturbi mai, Chanel"
Tommaso si avvicina con in mano un vassoio sul quale sono presenti due cocktail e delle pizzette come stuzzichini e mi indica il cliente a cui devo portarlo, un uomo di circa trent'anni dai capelli neri e la carnagione scura. Mentre cammino, avverto una forte sensazione nel ventre. Sono affamato, ma non di cibo. Aspetto con ansia il suono di una notifica del mio cellulare, un messaggio da parte di Chanel, che, quando finalmente arriva accompagnato dalla vibrazione del telefono all'interno della tasca del mio pantalone nero, fa volteggiare e saltare il mio cuore all'interno della gabbia toracica. Poggio delicatamente il vassoio sul tavolino, l'uomo mi sorride mentre afferra il portafogli dalla tasca dei pantaloni color kiwi abbinati distrattamente ad una T-Shirt marrone ed inizia a contare le monete impiegando un tempo che sembra lunghissimo. Nell'attesa decido di leggere il messaggio della mia bellissima e provocante ragazza che mi ha ammaliato come una sirena attira a sé i marinai.
Chanel:
"Mi fa piacere, indosso solo i tuoi boxer e la camicia bianca che ho rubato dal tuo armadio X"
Faccio per rispondere quando l'uomo si schiarisce la voce nel tentativo di farmi notare che le monete sono nel vassoio e il cocktail è sul tavolino accanto agli stuzzichini. Afferro il vassoio e torno al bancone, dopodiché ripongo le monete all'interno della cassa e vado al bagno dei dipendenti. Mi siedo sul water e continuo a messaggiare Chanel.
Dimitri:
"E cosa indossi sotto la camicia?"
Chanel:
"Sotto di essa sono nuda."
Torno con la mente all'attimo in cui Chanel stava preparando i pancake nella mia cucina... "Era così provocante con addosso soltanto la mia camicia!" Una vista stimolante che necessita di una seconda occhiata.
Dimitri:
"Chi mi assicura che ciò che dici è la verità? Potresti anche essere vestita e mi scrivi di essere mezza nuda solo per provocarmi"
Aggiungo, alla fine del messaggio, l'emoticon che strizza l'occhiolino. Ci sono ancora molte cose che non so di lei.. "Qual è il suo cognome? Dove vive? Pratica uno sport?"
Guardo la foto che mi ha appena inviato. "Wow!" La foto mostra il suo corpo dal collo alle ginocchia. Come lei stessa ha scritto, indossa la mia camicia bianca che non è abbottonata e i miei boxer neri che sul suo corpo non risultano aderenti.
Dimitri:
"La camicia ti copre i capezzoli, fammeli vedere."
Mi sto eccitando, voglio lei, qui, ora.
Chanel:
"Vai con calma. Questo è il tuo turno di mandarmi una foto."
Ha usato l'emoticon dallo sguardo perverso e sento i pantaloni faticare a contenere la mia erezione.
Sbottono la camicia, tolgo la cintura e tiro giù i pantaloni. Apro la fotocamera del mio cellulare ed inquadro la mia mano che, sopra i boxer, stringono il pene. Gliela invio.
Chanel:
"Se fossi lì con te, ti aiuterei a tirare giù anche quelli."
Si riferisce sicuramente ai boxer.
Dimitri:
"È una giornata abbastanza soleggiata, non senti caldo sotto quella camicia?"
Dopo qualche minuto, mi invia la foto del seno scoperto accompagnata da due messaggi:
Chanel:
"Si, hai ragione."
Chanel:
"Ho iniziato a sudare ed ho tolto la camicia"
Dimitri:
"Ti preferisco senza."
Chanel:
"Anch'io"
Dimitri:
"Vieni qui"
Chanel:
"Cosa? Adesso? XOXO"
Dimitri:
"Si, adesso. Potresti aiutarmi a tirare giù i boxer"
Aggiungo al messaggio l'emoticon che ritrae una faccina dal sorriso malizioso e lo invio.
Spero che tutto questo non sia troppo per lei, abbiamo appena iniziato un rapporto che si potrebbe definire sadomaso.
"L'hai persino sculacciata" mi fa notare la vocina nella mia testa rimasta in silenzio fino ad ora.
"E se Chanel ha accettato questo tipo rapporti solo perché crede che voglio questo da lei?"
Io ho suggerito questa sorta di rapporto sadomaso per rendere la nostra vita sessuale più... particolare? Non sono sicuro che si possa definire con questo termine, ma sono certo che avendo questo tipo di relazione non sarò tentato di tradirla andando a letto con altre cadendo nelle vecchie abitudini.
"A Chanel piace quello che facciamo a letto" ripeto questa frase nella mia mente per evitare di provare ansia o paranoie. Dopotutto è stata lei a dire che le piace la violenza ed ha usato la safeword "blu" per incitarmi a continuare e a darle di più. Quest'ultimo pensiero mi tranquillizza.
Dimitri:
"Mi devi un orgasmo, Chanel"
Quando io le ho messo i vestiti addosso e lei li ha messi a me, ci siamo stuzzicati a vicenda per poi smettere di farlo quando eravamo prossimi all'orgasmo. Abbiamo del piacere in sospeso.
Mi mordo la parte inferiore del labbro incurvato in un sorrisino malizioso e penso a quanto sia eccitante Chanel quando compie questo gesto.
Chanel:
"E tu ne devi uno a me, Dimitri."
Chanel:
"Ma non possiamo vederci oggi, ho un impegno."
"Un impegno?"
Decido di non fare il fidanzato geloso dandole il suo spazio. "Ha in programma di uscire con le sue amiche, non vedrà altri ragazzi" mi ripeto e per un po' questo pensiero mi tranquillizza.
Dimitri:
"Ok.. Va bene. Ci vediamo un'altra volta"