CAPITOLO DECIMO

2909 Parole
Fortunatamente, il pensiero che l'impegno di Chanel possa essere incontrare un altro ragazzo questa sera, distraendomi, riesce a farmi passare l'erezione, quindi esco dal bagno senza problemi. Mi guardo intorno: Tommy sta dando informazioni a due clienti comodamente seduti su dei divanetti del locale che, come sempre, è pieno. Rivolgo lo sguardo verso il bancone: l'uomo a cui ho ormai attribuito il nominativo di "anziano pervertito" sta avendo una conversazione con Giada che è quasi in lacrime. - Sei proprio una ragazza eccitante, non so cosa ti farei. - sento dire dall'uomo aiutandomi nella comprensione leggendo il labiale. Immediatamente raggiungo il bancone posizionandomi accanto a Giada. Quel commento è stato davvero di troppo. - Tutto bene? - Ah eccoti! Mi chiedevo dove fossi finito - mi risponde l'uomo. - Come mai? - rispondo acido. - Le serve qualcosa? Lui guarda i miei capelli ricci. - Sei sempre tra i piedi, mi è sembrato strano che oggi non ci fossi. - Io qui ci lavoro. - socchiudo gli occhi e assumo un'espressione severa, autoritaria. - Per questo sono sempre tra i piedi. Lui resta a fissarmi, poi rivolge lo sguardo verso la mia amica. - Tieni a mente ciò che ti ho detto, bambolina. "A cosa si sta riferendo?" "Bambolina?" Non riesco a trattenere la rabbia. Quest'uomo mi disgusta e ancora mi chiedo il motivo delle sue apparizioni. "Cosa vuole da Giada?" - E cos'è che la mia collega dovrebbe tenere in mente? - mi intrometto. - Che deve tornare da me! - grida lui facendoci sussultare quando sbatte il pugno sul bancone. - Esca dal locale. - rispondo. Rimane in silenzio e resta sorpreso della calma presente nel mio tono di voce. - Vuole che la informi di tutte le azioni denunciabili che ha compiuto dalla prima volta che abbiamo parlato o preferisce andarsene e non farsi più vedere? - aggiungo. - A lei la scelta, ma... Tenga a mente che potrebbe trovarsi in guai seri se io parlassi con la polizia. Non emette un fiato e resta immobile come una statua di marmo, lo sguardo confuso. - Motivo per cui... - avvicino il mio viso al suo, - Le consiglio la seconda opzione. Dopo qualche secondo, mi fulmina con lo sguardo e si volta camminando fino all'uscita. Lo vedo salire su una Mercedes-Benz classe A berlina. Mi assale una strana sensazione di Déjà vu... - Cosa ti ha detto? Cos'è che devi tenere a mente? Giada mi guarda, poi distoglie lo sguardo. - Niente. - Giada... - Ma che cazzo vuoi? Lasciami in pace! - strilla allontanandosi con un vassoio in mano. - Prego! - esclamo. Comincio a pensare che Giada sappia più di quanto dice riguardo quell'uomo. . Qualche ora più tardi capisco che voglio stare con Chanel e che non posso aspettare fino a domani per rivederla. Le invio un messaggio. Dimitri: "Non riesci a passare per il locale prima del tuo impegno?" Non risponde e mi domando se le sia successo qualcosa. "Sta bene" mi ripeto. Poi mi arrivano due messaggi. Chanel: "Si, ci vediamo tra poco" "Stanotte vengo da te?" Dimitri: "Mi farebbe molto piacere" Una notte di passione prima dell'incubo. Incontrare Roberta non sarà facile... "E se cercasse di rovinare il rapporto che ho con Chanel?" Se le raccontasse quello che le ho fatto, Chanel non vorrà mai più rivedermi. Sto cambiando. Voglio cambiare. Per lei. . Chanel entra nel locale con il suo solito atteggiamento sensuale e spensierato, il suo sorriso illumina il monotono Salotto 42. Quando il suo sguardo incrocia il mio, dentro di me, sento esplodere una scintilla e nel mio stomaco sento il battito d'ali di ogni farfalla sprigionata dallo scoppiare della scintilla. Mi guarda sorridendo mentre cammina verso di me e penso che non mi sono mai sentito così, con nessuna. Non avrei mai pensato di provare queste emozioni prima, ora invece è tutto imprevedibile e la paura di perderla è così forte che il solo pensiero mi provoca una sensazione di vuoto, di incompletezza. "È possibile essere così presi da una persona? Tanto da pensare che senza di ella non abbia senso vivere?" Questo le dà potere su di me, molto potere, può portarmi in paradiso e farmi precipitare all'inferno. Ma bruciare all'inferno tenendo stretto il suo ricordo non mi sembra più una visione tanto terribile. Mentre poggia i gomiti al bancone mi rendo conto di non aver smesso di fissarla nemmeno per un secondo, come potrei smettere di guardarla? "Non le espressi il mio amore a parole; ma se gli sguardi hanno un linguaggio, il più grande idiota avrebbe capito che ho perso la testa" Ho letto e riletto Cime Tempestose centinaia di volte e non mi ero mai sentito così vicino a tali citazioni come in questo momento. Inizio a credere che lei mi stia cambiando davvero. - Cosa c'è? - mi chiede sorridendo, i suoi occhi nei miei. Resto in silenzio, perso nel suo sguardo così intenso che sembra guardarmi l'anima. - A cosa stai pensando? - Che sei bellissima. - "bellissima" è riduttivo, ma non mi vengono in mente altri aggettivi. Quando lei è con me non sono in grado di pensare o ragionare. Lei sembra arrossire, poi mi guarda le labbra e spinge in viso contro il mio regalandomi un bacio intenso, lento. Non credo che il mio cuore sia in grado di contenere la scintilla che esplode dentro di me. - Wow - è l'unica cosa che riesco a dire quanto le nostre labbra si separano. I suoi occhi sono lucidi e quando sul mio viso scorre una lacrima capisco che anche i miei lo erano. Ciò che proviamo l'uno per l'altra è così intenso e speciale che le parole non bastano, i baci non bastano, fare l'amore non basta... So che ci conosciamo da poco e che non sappiamo quasi niente l'uno dell'altro, ma quello che ci sta succedendo è qualcosa di straordinario. Ora so cosa vuol dire innamorarsi di un dettaglio, di un particolare, di quel qualcosa che rende unica una persona. - Hai l'auto parcheggiata qui fuori? - le chiedo sorridendo. Le sua labbra si curvano verso l'alto. - Si - Facciamo un giro? - dico strizzando l'occhio. Guarda l'orologio; le lancette segnano le 19:30. - Abbiamo un'ora. Incrocio lo sguardo di Tommy e a gesti gli faccio capire che devo uscire. Fortunatamente lui capisce e, dopo aver alzato gli occhi la cielo, con le labbra mima le parole: "tranquillo" Usciamo dal locale e ci dirigiamo verso l'auto rosa. Apro la porta dal lato del passeggero e faccio segno a Chanel di entrare. - Che galanteria - commenta. Ridacchio, giro intorno alla macchina ed entro. Afferro il volante e inizio a guidare. Chanel guarda dritto davanti a sé.- Allora, dove stiamo andando? - Non dobbiamo sempre andare da qualche parte - rispondo, poi le rivolgo un'occhiata e lei ricambia con un sorriso. Ripenso al fatto che conosco la triste storia del suo passato, ma non conosco bene lei. E lei non conosce bene me. - Qual è il tuo cognome? - le chiedo improvvisamente. - Cosa? - Il tuo cognome - rido. - Bianchi - risponde. - Eva Bianchi. "Eva?" - Eva? - Sono sorpreso, ma ammetto che Chanel è un nome insolito. - Il mio vero nome è Eva. Quando ero piccola mio padre mi descriveva come una bambina furba e viziata, soprattutto sui vestiti, quindi scherzosamente mi chiamava "Chanel", come il marchio di moda. Ascoltando lui, tutti iniziarono a chiamarmi in questo modo, quindi questo nome mi è rimasto addosso. Nella sua voce percepisco un senso di malinconia. - Ora è come se lui non fosse mai esistito... Non so più nulla di lui -aggiunge. Ecco da cosa deriva il tono malinconico e triste nella sua voce. Mentre parlava di lui, sorrideva al suo ricordo. Avranno avuto senz'altro un rapporto speciale. Cambia espressione: ora sorride.- Il tuo, invece? - Cosa? - Il tuo cognome? - ridacchia. - Ah - rido. - De Angelis - De Angelis... - ripete. Restiamo a parlare del più e del meno per circa dieci minuti, poi smetto di guidare quando arriviamo in una stradina stretta e poco abitata il cui spazio ristretto rende complicato il passaggio delle auto. Chanel abbassa lo schienale del sedile. - Mi devi un orgasmo. Sorrido e abbasso anch'io lo schienale del sedile. - E tu ne devi uno a me. Avvicina le mani al mio pube e comincia togliendomi la cintura. Mi scopre l'ombelico e inizia a baciarmi sotto l'addome, poi mi sbottona velocemente la camicia, scoprendo anche i miei addominali, e sale baciandomi fino ad arrivare alle labbra. Lascia uno spazio per permettere alla mia lingua di entrare nella sua bocca e, mentre ci baciamo, le tocco i seni mentre sento i capezzoli indurirsi sotto le mie mani. Smetto di baciarla e la faccio stendere sul sedile del passeggero, avvicino il viso al suo e le do dei baci sotto l'orecchio per poi scendere sul collo fino ad arrivare al seno ancora coperto. Afferro la gonna del suo vestito e la tiro verso l'alto per toglierlo. Lei inarca la schiena per facilitare le cose, poi toglie il reggiseno. Bacio i suoi capezzoli leccandoli e, delicatamente, li mordicchio, poi scendo fino al pube e tiro giù le sue mutandine. - Blu - dice. "La Safeword!" Vuole di più. Bacio io suo interno coscia e scendo fino al ginocchio, poi torno su e lecco l'inguine. Separo le grandi labbra con la lingua e con quest'ultima vado avanti e in dietro fino a quando non vedo il clitoride schiudersi. I suoi gemiti mi eccitano da morire - Sei bellissima, Chanel - le dico, poi continuo il movimento con la lingua. Lei sorride dandomi segno di aver apprezzato il complimento, non riesce a parlare. - Ah - geme. Chiudo le labbra a O e prendo il bocca il clitoride mentre la penetro con due dita. - Voglio farti venire così, piccola - le dico. - Ah - geme e continua fino a quando viene pronunciando il mio nome. Decido di darle qualche minuto per riprendersi, ma lei mi rivolge uno sguardo seduttivo, famelico. Sono sdraiato sul sedile, lei poggia la mano sulla mia erezione stringendola attraverso i pantaloni e la mia eccitazione aumenta. Mi bacia e velocemente scende fino al pube, mi sbottona i pantaloni e li tira giù insieme ai boxer. - Anch'io voglio farti venire così - mi dice, poi lo prende in bocca e spinge il viso dalla punta al pube. Continua a compiere quel gesto e, mentre ansimo e sospiro per il piacere, si ferma per leccare anche i testicoli oppure per masturbarmi con la mano. Tra le gambe sento scorrere quella piacevole sensazione che porta all'orgasmo, il tremore che anticipa l'eruzione di un vulcano. - Chanel, sto per venire. Senza dire una parola, lo riprende in bocca e, mentre lecca la punta, vengo. Uno dei migliori orgasmi mai avuti nella mia vita! - Siediti su di me - le dico. Fare l'amore con lei non mi basta mai, ne voglio ancora. Lei sorride. - Che ore sono? Cerco i pantaloni ed estraggo il cellulare da una tasca. - 20:45 - Cazzo è tardi! - esclama afferrando i suoi vestiti per poi metterli addosso velocemente. - Tardi? - "Ah, giusto... Il suo impegno." - Se vuoi ti accompagno io, ci metto un attimo a rivestirmi. - Non preoccuparti - risponde sistemandosi i capelli. Ora ha i vestiti addosso. - Dico sul serio... - Dimitri, non preoccuparti - ripete. Sembra nervosa. - Ti dispiace uscire dall'auto?》 "Eh?" - Cosa? - sorrido incredulo. "Dice sul serio?" Non risponde. - Ma sono mezzo nudo! - Tanto non passa nessuno qui, puoi vestirti tranquillamente. - Stai scherzando, vero? - Non posso credere che lei sia seria. - No, ci vediamo stanotte da te - risponde aprendo la portiera accanto a me invitandomi ad uscire. Le rivolgo un ultimo sguardo aspettando che dica qualcosa. Resta in silenzio. Tiro su i boxer, stringo la camicia e i pantaloni tra il braccio e il torace e scendo dall'auto rosa. Non ho ancora capito cos'è appena successo e mi rivesto mentre guardo Chanel al volante che guida allontanandosi da me. Torno al Salotto 42 completamente confuso dalla reazione che ha avuto la mia ragazza quando ha scoperto di essere in ritardo. "Deve incontrare qualcuno? Cosa deve fare di tanto urgente da costringerla a lasciarmi per strada con solo i boxer addosso?" Cerco di tranquillizzarmi pensando che debba incontrare Ludovica e Chiara, le sue amiche, ma quando vedo Ludovica camminare verso il bancone dopo essere entrata nel locale capisco che Chanel ha programmi diversi da quelli che ho immaginato. La ragazza dai capelli rossi mi sorride. - Chi si rivede! - Cosa ci fai qui? Di nuovo? - Non posso venire a bere qualcosa? - ridacchia. - L'ultima volta che sei venuta qui mi hai toccato in mezzo alle gambe, quindi... Continua a ridere ed io alzo gli occhi al cielo. - Cosa prendi? Ci pensa per qualche secondo. - Mojito, per cominciare. Comincio a prepararlo. - Aspetti qualcuno? - No, stanotte sono sola. - Mi rivolge un sorrisino malizioso. - Anzi, sono in tua compagnia. Guardo l'orologio, è passata quasi un'ora da quando Chanel mi ha costretto a scendere dalla sua auto. Ludovica beve il cocktail, che le ho appena dato, abbastanza velocemente. - Hai sentito Chanel oggi? - le chiedo, devo saperne di più riguardo all'impegno che sta avendo in questo momento. Lei alza gli occhi al cielo. - Basta con Chanel, non pensi ad altro? Le rivolgo uno sguardo irritato. Mi guarda la mascella tesa, poi i suoi occhi tornano nei miei dallo sguardo severo. Al posto del suo solito sorrisino irritante, sul suo volto appare uno sguardo confuso. - Si, l'ho sentita... come tutti i giorni. Perché? Continuando a rimuginare sulla mia ragazza, mi accorgo che ho preparato un altro mojito. Ne ho proprio voglia.- Ci siamo visti prima, ha detto che ha un impegno stasera. Bevo il mojito quando lei risponde: - Lo so, deve incontrare Marco. "Marco?" - Il tuo ragazzo? Perché? - Evidentemente hanno ancora molto da dirsi sulla fine della loro relazione. - fa spallucce. - Mi fai un s*x On The Beach? "La fine della loro relazione?" - Marco e Chanel sono stati insieme? - Già, la loro relazione è stata abbastanza lunga. Poggio il cocktail che ha ordinato Ludovica sul bancone. - Sono stati insieme prima o dopo che Chanel si mettesse con Nicola? - Nicola? Ah, aspetta... - fa una pausa e, mentre beve il s*x On The Beach, mi guarda come se volesse ridere di me. - Marco è Nicola. - dice. - Non lo sapevi? Ha due nomi. - fa una breve risatina, ma nei suoi occhi intuisco che è infastidita dall'argomento. "Marco è Nicola" queste parole continuano a ripetersi nella mia testa. Ricordo la sera in cui Chanel mi ha parlato di lui.. - Abbiamo rotto due mesi fa e continuo a vederlo ovunque. Non ne posso più. - disse lei. - Per quale motivo l'hai lasciato? - le chiesi sperando di non sembrare troppo invadente. - Non l'ho lasciato io. Lui mi ha tradita andando a letto con un'altra, io lo sapevo... ma poi lui ha lasciato me per lei. Ora le cose tra loro non vanno bene e cerca di tornare con me. - Se ti piace ancora perché non riprovate a fare funzionare le cose? - Io ero innamorata pazza di lui, ma non riesco a perdonare ciò che mi ha fatto. - singhiozzo. - Lui ha scelto di lasciarmi per Ludo ed io... Non riuscivo a vederla piangere. "Chi è Ludo?" mi chiesi. In quel momento mi sembrava di conoscere qualcuno con quel nome, ma non riuscivo a pensare ad altro che non fosse Chanel. Non sapevo si riferisse alla sua amica dai capelli rossi che non perde occasione di provarci con me. - Hey... - la strinsi in un abbraccio. - Va tutto bene. Ci sono io... e non scelgo di andarmene dalla tua vita. Il sorriso nato sul suo viso dopo la mia ultima frase durò qualche secondo.- Non posso rivederlo... So che, se lo incontrassi, lo perdonerei e tornerei con lui... Non posso... "Se lo rincontrassi, lo perdonerei e tornerei con lui" Ora tutto trova un senso. - Io so dove si trovano in questo momento, posso portarti da loro.》dice Ludovica guardando il bicchiere vuoto, poi mi guarda. - In cambio devi solo fare una cosa. Voglio saperne di più, ne ho bisogno dato che Chanel mi ha lasciato per strada mezzo nudo per incontrare il suo ex senza dirmi nulla. - Dove si trovano? - le chiedo. Ludovica mi guarda con aria civettuola mentre gioca una ciocca di capelli. - Potrei portarti lì, ma ad una condizione. - Quale? - Devi accompagnarmi in un posto - sorride. "Accompagnarla in un posto?" Per un attimo ho pensato che volesse costringermi a passare una notte con lei, invece vuole solo che io l'accompagni chissà dove. Questa volta mi ha stupito e ammetto di essere un po' perplesso. - Va bene, quando? - le chiedo. Sono convinto di avere ancora un'espressione sorpresa sul volto. - Questa sera - risponde dopo aver bevuto l'ultimo sorso di s*x On The Beach che rimaneva all'interno dell'Highball. - Ok, nessun problema. - dico facendo spallucce, poi aggiungo: - Allora, dov'è Chanel? Ludovica fa una risatina portandosi una mano alle labbra nascondendo i denti. - Seguimi.
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