Usciamo dal locale e la seguo fino a raggiungere una Mercedes-Benz classe A berlina. Sembra essere la stessa auto nella quale è salito l'uomo che ho soprannominato "anziano pervertito"
- Questa è tua? - le chiedo dopo essermi accomodato sul sedile del passeggero.
L'interno dell'auto profuma di fresco e, quando Ludovica sfiora il suo collo con le dita per spingere indietro i capelli, percepisco anche il loro odore, credo sia l'aroma delle ciliegie.
- No, è l'auto di mio padre - risponde.
Nella mia mente, si fa strada il volto dell'anziano pervertito che viene al Salotto 42 solo per importunare Giada.
- E... com'è tuo padre? - Mi sforzo di sembrare quanto più disinvolto possibile, senza successo.
Lei rimane incuriosita dalla mia domanda. - Mio padre? Cosa vuoi sapere?
- Non so, com'è?
- Ehm... Capelli bianchi, occhi azzurri. - corruga la fronte e aggiunge: - sembrano grigi.
Dalla descrizione sembra proprio lui, ma tutti gli uomini di una certa età hanno i capelli bianchi. Il fatto che l'auto sia la stessa potrebbe essere solo una coincidenza.
Durante il viaggio, che dura solo qualche minuto, lei sembra essere a suo agio, nonostante il silenzio.
Arriviamo nei pressi della Fontana Di Trevi ed è lì che vedo Chanel parlare con Marco, o Nicola. "Come dovrei chiamarlo?" Mi è stato presentato come Marco, quindi lo chiamerò così.
- Cosa credi che stiano dicendo? - chiedo a Ludovica. Non mi aspetto una risposta seria, ma sono in ansia.
"So che, se lo incontrassi, lo perdonerei e tornerei con lui."
Continuo a sentire, nella mia mente, la voce di Chanel mentre le pronuncia. "Si saranno incontrati per riprovare a far funzionare la loro relazione?"
Ludovica fa spallucce. - Non lo so e non mi interessa.
"Non mi interessa"?
Marco e Chanel si guardano negli occhi senza dire una parola, poi lui si avvicina a lei stringendole i fianchi. Lui dice qualcosa e lei ride per un secondo, poi torna seria.
- Come fai ad essere così tranquilla! - esclamo.
Ludovica poggia una mano sulla mia spalla. - Sono abituata a vedere Marco che ci riprova con Chanel.
Se Chanel si votasse, mi vedrebbe all'istante, anche se siamo lontani. Ma lei è troppo presa a guardare il suo ex che, improvvisamente, la bacia. Non è un bacio innocuo e lei sembra non opporre resistenza, anzi, ricambia.
Vorrei voltarmi verso Ludovica, ma non voglio vedere l'espressione che ho io sul suo volto.
Faccio per dirigermi verso la coppia di traditori che sono la mia ragazza e il suo ex, ma Ludovica mi afferra il braccio e mi spinge verso di lei. - Non muoverti, peggioreresti la situazione.
Il mio respiro diventa pesante. "E se lui non fosse l'unico ragazzo che Chanel bacia da quando stiamo insieme? È possibile che le forzi emozioni che provo per lei non sono ricambiate?"
Dopo quella che sembra un'eternità, mi giro verso la ragazza dai capelli che sembra non essere ferita dalla situazione.
- Come fai a rimanere così impassibile? - le chiedo.
- Diciamo che non sono sorpresa - Ludovica forza un sorrisino, che sparisce quasi subito.
- Si sono visti anche altre volte? - Il solo pensiero mi spezza il cuore. Anzi, il mio cuore si è spezzato quando ho assistito al bacio. Io non le avrei mai fatto una cosa genere.
- No - risponde Ludovica. Non sembra intenzionata ad aggiungere altro, ma ho bisogno di sapere. - Chanel non ha mai voluto incontrarlo, ma lui ha insistito nel voler parlare soli, quindi lei si è vista costretta ad accettare.
- Chanel mi ha lasciato per strada mezzo nudo quando si è accorta di essere in ritardo per questo... incontro. - Non so perché gliel'ho detto.
Sento un'orribile sensazione nel petto, come se qualcuno ci avesse conficcato un pugnale ed io non sono in grado di estrarlo.
- Non so cosa dire..
- Già... - faccio un respiro profondo. - Nemmeno io - aggiungo guardandomi le scarpe.
Mi volto verso la ragazza dai capelli rossi al mio fianco che mi guarda con aria sorpresa, come se non avesse mai visto il mio viso.
- Hai gli occhi rossi e lucidi - dice, quasi come se provasse empatia con ciò che sto provando in questo momento. - Vieni qui - mi dice stringendomi in un abbraccio.
Con mia sorpresa, non mi divincolo dalle sue braccia. Anzi, la stringo più forte. Forse perché penso che provi almeno un ottavo del dolore che sto provando io.
Non mi sono accorto delle lacrime che stanno scorrendo sul mio viso quando a quando non le ha notate Ludovica. Il pavimento sembra crollare sotto i miei piedi e una sensazione di angoscia scorre dal mio cuore al diaframma fermandosi sotto le costole.
- Grazie per... - incomincio a dire, ma il mio respiro risulta affannoso e fatico a concludere la frase. - si.. per... per avermi portato da.. lei.
Mi stringe più forte, poi si allontana sciogliendo l'abbraccio. - Vieni con me, accompagnami dove devo andare e lasciamo qui questi pensieri.
Annuisco e la seguo fino alla sua auto.
Qualche minuto più tardi, Ludovica sta guidando ed io fisso il panorama fuori dal finestrino in totale silenzio.
- Credevo che Chanel fosse la ragazza giusta per la quale valesse la pena cambiare. - dico. - Evidentemente mi sbagliavo.
La ragazza dai capelli rossi fa un sospiro. - Ricordi quando ti ho detto che non sei fatto per stare in coppia?
"Dove vuole arrivare?" - Si
- Anche Chanel non è il tipo di ragazza da relazione. Distrugge ogni bel rapporto che riesce a creare. - dice. - Ma su di te mi sbagliavo - aggiunge. - Vedere il dolore nei tuoi occhi mi ha fatto capire che forse non sei quello che credevo che fossi.
- Perché, come credevi che io fossi?
- Un ragazzo che ci prova con tutte, che se le porta a letto e poi non le richiama facendole soffrire e cercandolo solo quando gli fa comodo.
Si può dire che questa ragazza neanche mi conosce e ha già capito com'ero fatto. - Quello è il vecchio me. In passato ho avuto una lunga relazione e come sempre ho mandato tutto a puttane. Credevo che Chanel rappresentasse una svolta nella mia vita, ma...
Non riesco a continuare la frase, lo squarcio sotto al petto sembra espandersi sempre di più quando parlo di Chanel.
- Non pensiamoci ora, andiamo a divertirci! - esclama entusiasta afferrando qualcosa all'interno della sua borsa.
Mi mostra una bottiglia di plastica contenente una bibita dal colore dei rubini. È vino, a confermare ciò è anche l'odore.
Beve un sorso e mi offre la bottiglia, ho proprio bisogno di bere questa sera, quindi avvicino la bottiglia alle labbra ed assaporo il vino rosso.
- Com'è? - mi chiede sorridendo quando lasciamo la bottiglia vuota dopo averne bevuto, a turni, il contenuto. Sembra felice della mia compagnia e lei non è così male come pensavo. Non tenendo conto del fatto che mi guarda con aria civettuola e del fatto che mi ha toccato, potrebbe anche essere mia amica, ma ha più atteggiamenti in comune con le mie conquiste da una notte. Peccato.
- Ci voleva proprio un po' di alcol, stasera. - rispondo strizzando gli occhi.
Quando li riapro, trovo Ludovica intenta a fissarmi. Ha uno sguardo diverso da quello che ha di solito e mi sorride. Sposta lo sguardo dai miei occhi alle mie labbra che sembrano voler ascoltare il richiamo delle sue. Avvicina il volto al mio e mi chiedo se baciarla oppure no, sarebbe un tradimento? Certo che no. Anche Chanel ha baciato un altro stasera ed evidentemente la nostra relazione non è stata tanto forte da impedire ciò. Perché dovrei rinunciare ad un bacio a causa di una ragazza che ha baciato il suo ex che, per giunta, è il ragazzo di una della sue migliori amiche?
Quasi probabilmente Chanel non prova ciò che provo io. Ero sicuro che fosse la ragazza giusta che mi avrebbe cambiato, che mi avrebbe fatto credere nell'amore, ma non è così. Vedere quel bacio mi ha distrutto. Non mi sono mai sentito così per nessuna, tranne che con lei. Dopotutto, non ci conosciamo neanche da una settimana, cosa mi aspettavo? Non ci conosciamo bene, abbiamo solo parlato dei periodi più bui della nostra vita, non c'è stato nient'altro che ci abbia legati.
Con questi pensieri e il cuore spezzato, mi avvicino alla ragazza dai capelli rossi e le mie labbra quasi sfiorano le sue. Voglio baciarla, ma ciò non accade poiché lei allontana il viso dal mio.
- Ed è solo un primo assaggio di ciò che berremo stasera. - dice entusiasta, poi apre la portiera e scende dall'auto. - Allora, mi accompagni?
In silenzio, scendo dall'auto e la raggiungo. Camminiamo a braccetto ed entriamo in quella che sembra una discoteca. Mi gira la testa e non ho pensato a guardarmi intorno, non so dove siamo.
Prima di lei nessuna, tranne Chanel, si è mai opposta al mio fascino. Questa è una novità per me e Ludovica è l'ultima ragazza che mi sarei aspettato che mi avesse respinto.
Qualche minuto dopo, oppure ore, mi ritrovo seduto davanti ad un bancone con un cocktail tra le mani a ridere, senza sapere di cosa, in compagnia di Ludovica e due ragazze bionde. Non so quanto ho bevuto, ma credo di essere ubriaco davvero. L'alcol è sempre stata una delle mie più grandi tentazioni, da quando comincio a bere la smetto solo quando arrivo al punto di star male e vomitare.
- ...e mi ha lasciato in strada, quasi interamente nudo! - esclamo terminando la frase con una risata.
"Perché continuo a parlare di lei?"
Le ragazze intorno a me sembrano divertirsi e ridere con me, sono ubriache anche loro.
La più carina delle due propone di ballare e ci buttiamo in pista tra altri ragazzi ubriachi con gli ormoni alle stelle.
Qualche minuto più tardi, dopo aver ballato con alcune ragazze e averle baciate, una ragazza, ballando con un bicchiere in mano, rovescia un liquido sulla mia camicia e mi chiede scusa.
- Cazzo - sbuffo sbottonandomi la camicia.
Il mio sguardo si sofferma sul suo viso dalla carnagione scura e sui lunghi capelli neri divisi in ciocche e raccolti in delle treccine afro.
Mi sorride imbarazzata, poi mi guarda dalla testa ai piedi e fa scorrere la lingua sul labbro inferiore. - Balliamo?
"Il modo in cui mi ha guardato è così erotico!"
Annuisco.
La cingo in vita e spingo i suoi fianchi contro il mio pube, lei sembra essere divertita.
- Ti ho macchiato tutta la camicia! - esclama ridacchiando.
- Beh, questa è una questione che si puo' risolvere - rispondo liberandomi della camicia per poi lanciarla a terra.
Qualche minuto più tardi non sto più ballando solamente con la ragazza dalle treccine afro - che ora indossa la camicia sbottonata sul vestito -, ma anche con Ludovica e altre due ragazze bionde.
Essere toccato e baciato da loro è una sensazione che mi fa impazzire. Percepisco il loro desiderio di avermi e ciò è molto eccitante. Non so se riesco a resistere restando fedele alla mia ragazza, ma lei non si è fatta problemi a baciare il suo ex che, per giunta, è anche il ragazzo della sua migliore amica, quindi non vedo il motivo per cui dovrei reprimere certi istinti.
Continuando a bere e ballare con altre cinque ragazze insieme ogni quindici minuti, questa è una delle serate migliori della mia vita. Quando non lavoro, le mie notti sono sempre così e finiscono ogni volta con me che mi sveglio in un letto che non è il mio.