Entro in classe che sono stanca morta. Un'altra maledettissima notte in bianco piena di incubi. Sono distrutta, come se una mandria di elefanti mi avesse appena usata come zerbino. Ho le ossa doloranti e mi sento come se la mia povera testa potesse saltare in aria da un momento all'altro, come una granata trovata inesplosa, potrebbe bastare una singola e piccolissima mossa falsa, per farla esplodere e creare innumerevoli danni e feriti, se non addirittura morti. Ma nel mio caso, i danni li subirei principalmente io.
Mi lascio cadere a peso morto sulla mia sedia ed inizio a guardare fuori dalla finestra, assonnata.
-Buongiorno Astrid!- ed eccola qui, puntuale come sempre, sto davvero iniziando a non sopportare più la mia cara vicina di banco. Allegra, aggraziata, cordiale, gentile e dolce come al solito. Sembra così perfetta e sembra che la vita ogni giorno le sorrida e le faccia doni fantastici. Accidenti, come la invidio. L'invidia è un sentimento che ho sempre odiato, a volte provoca tantissimi danni, ma in questo momento è proprio ciò che sto provando nei confronti di Samantha. Pare quasi che a lei non capiti mai alcuna disgrazia, mai alcun problema, ma forse è solo apparenza ed io sto solo giungendo a conclusioni affrettate non conoscendola a fondo.
-Sì sì, buongiorno...- borbotto io di pessimo umore. Quando non si dorme la notte per la paura e per gli incubi e ci si sente a pezzi, non è affatto facile essere gentili ed amabili. Nemmeno per finta. Il nervosismo e l’irascibilità prendono il sopravvento e ti fanno odiare mezzo mondo, oppure nel dubbio tutto il mondo. Non dormire non porta alcun vantaggio, ma non riesco a chiudere occhio senza che l’ansia mi assalga ed anche quando crollo il mio sonno è agitato e pieno di incubi.
-Com'è andata ieri con tua madre?- mi domanda Damien appena si siede al suo posto dietro di me, un sorrisetto arrogante sulle labbra. Io lo lincio con lo sguardo, ma intanto lo squadro attentamente. Indossa una felpa, quindi non posso nemmeno vedergli il braccio ferito, ma da come si muove e si comporta sembrerebbe star bene. Probabilmente sono stata soltanto io ad avere una reazione eccessiva, meglio così.
-Una meraviglia!- rispondo io ironica.
-Sei intrattabile di questi tempi, angioletto, c’è forse qualcosa che ti tormenta?- mi domanda Sebastian sedendosi vicino a Damien, il quale si comporta come al solito, come se solo ieri non le avesse prese dal corvino dietro la scuola.
La mia attenzione però si sposta subito sulle parole del moro, che ai miei occhi sembra sempre più coinvolto in tutto quello che mi sta accadendo ultimamente. Ma che prove ho? Iniziare ora ad inveirgli contro e ad accusarlo di seguirmi, entrare in casa mia e di minacciarmi con dei messaggi criptici che poi spariscono nel nulla non porterebbe assolutamente a nulla. Nonostante ciò, in questo momento provo l’istinto irrefrenabile di saltargli addosso e colpirlo a morte con la matita che ho in mano. Anche se è solo una stupidissima matita e anche se lui è sicuramente molto più forte di me e ribalterebbe in un istante la situazione.
E quel maledetto nomignolo, angioletto... perché diamine insiste ad usarlo nonostante gli abbia ripetuto più volte di smetterla? E perché è presente dentro ogni maledetto biglietto? Così è sempre più ovvio per me che sia lui il responsabile, anche se purtroppo io sono l’unica, eccezion fatta per lui, ad aver letto quei messaggi.
-Sentite un po’, che ne direste, almeno per una dannata giornata, di lasciarmi tutti quanti in pace?!- esclamo con i nervi a fior di pelle serrando la presa sulla matita.
-Non dovresti essere così sgarbata e scontrosa, dove sono andate a finire la tua educazione e la tua gentilezza?- mi riprende Sebastian ed io non posso fare altro che grugnire infastidita. Parla proprio lui, il signorino perfettino che sputa veleno e provocazioni ogni volta che apre bocca.
-Sei tu in particolare a tirare fuori il peggio di me! Sei un maledetto bastardo!- sbotto io mentre sento le mie guance arrossarsi per la frustrazione.
-Ohh... Mai sentito il detto chi disprezza compra? Se continui a saltarmi alla gola tutti i giorni in questo modo, potrei pensare che dietro tutto questo odio tu stia nascondendo una certa attrazione nei miei confronti.- ribatte lui con aria provocatoria, ci tiene proprio a farmi perdere le staffe.
-Basta così, Astrid, ora calmati. Tra poco entrerà il prof, non è il caso di continuare.- interviene Samantha prima che io possa controbattere.
-Tu stanne fuori!
Samantha mi guarda dispiaciuta ed al contempo intimorita:-Scusa, volevo solo consigliarti...
-Consigli molto utili, i tuoi.- la schernisce Sebastian e la castana, con gli occhi lucidi, inizia a fissare l'ingresso dell'aula con sguardo vuoto ed assente. La sua espressione mi mette subito in allerta, per quanto il moro sia bravo a colpire le ferite aperte, perché ha reagito così? A cosa fanno riferimento quelle parole? Che sia successo qualcosa in passato?
-Astrid! Come stai?- mi domanda Roxy entrando di corsa nell’aula ed avvicinandosi al mio banco, distraendomi dai miei pensieri che ultimamente vertono sempre intorno ai nuovi arrivati.
Purtroppo io e la mia amica ci siamo allontanate molto in questi giorni, anche lei come mia madre crede che mi stia immaginando ogni cosa e che sia diventata eccessivamente paranoica ed il fatto che non mi creda mi ha ferita parecchio, mi sono sentita come se mi avesse voltato le spalle nel momento del bisogno, ed in un certo senso lo ha fatto.
-Bene, tu?
-Bene, questo pomeriggio ti andrebbe di uscire con me? Una giornata tra ragazze! È da un po’ che non ne facciamo una e... mi manchi.- dice lei con un sorriso incerto.
-Mi piacerebbe, ma sono ancora in punizione.- rispondo seriamente dispiaciuta, perché prima di ogni cosa lei è la mia migliore amica che conosco da quando ho memoria e che è sempre stata presente in ogni momento della mia vita.
-Oh... peccato. E...- inizia a dire lei, abbassando lievemente il tono di voce:-... con lo psicologo come sta andando? Tua madre mi ha detto che voleva prescriverti dei farmaci per dormire...
Già... ed ecco l’unica cosa di cui non voglio parlare con nessuno e che vorrei solo dimenticare, mia madre ha avuto la splendida idea di costringermi a fare delle sedute, a mio parere inutili, con uno psicologo che crede che stia solo cercando attenzioni a causa dell’assenza di una figura paterna durante la mia infanzia.
-Tutto bene.- rispondo freddamente sperando che colga il messaggio, non ho intenzione di andare avanti con questa conversazione.
Roxy socchiude la bocca per parlare, ma per fortuna, e non penso lo ripeterò mai, entra il professore e lei, con aria abbattuta, se ne torna al suo posto.
Appena suona la campanella dell'intervallo Roxy mi viene incontro, pronta a tornare all’attacco, ed io me lo aspettavo, la conosco troppo bene e so che è troppo cocciuta per mollare l’osso così facilmente.
-Astrid, ascoltami! Avrei voluto parlartene questo pomeriggio, ma visto che non puoi uscire con me, te lo dico ora. Io ti credo. Sì, ti credo, ho sbagliato a non farlo fin da subito e a prendere la situazione sotto gamba. Non sei pazza e non devi più andare da quel maledettissimo psicologo!- esclama agitata lei.
Io subito la guardo sorpresa:-Mi credi per davvero? O lo dici solo per farmi contenta!
Lei annuisce con veemenza:-Qualche sera fa, quando ho messo fuori la spazzatura, ho visto un paio di occhi rossi, come la lattina della Coca-Cola, che mi fissavano. Sono subito corsa in casa, ma ti giuro che non mi sono immaginata niente! Erano come quelli che mi hai descritto tu!
Coca-Cola? Solo lei poteva fare un paragone simile... Evito di commentare e di ridere, ma in qualunque altra situazione non ce l’avrei fatta.
Decido quindi di raccontarle racconto tutto ciò che mi accade ogni sera, questa volta scendendo più nel dettaglio, e lei mi ascolta attentamente, annuendo ogni tanto ed incoraggiandomi ad andare avanti quando mi blocco. Confidarmi con lei mi fa sempre bene e lei riesce sempre a trovare un modo per aiutarmi, spero solo che ci riesca anche questa volta. Mi era davvero mancato parlare così liberamente con Roxy senza sentirmi giudicata e devo ammettere che adesso mi sento un po’ sollevata.
-Dio mio... ma che cosa sta succedendo?- domanda lei spaventata ed io scuoto la testa:-Non ne ho la più pallida idea, ma sono piuttosto convinta che Sebastian sia coinvolto in qualche modo... Tutto è iniziato da quando sono arrivati i nuovi studenti.
-Dobbiamo scoprire assolutamente se è vero e smascherarlo.- dice lei immersa nei propri pensieri:-Questa sera mi fermo da te, così forse riuscirai a dormire un po’, ne hai bisogno per essere lucida. E se accadrà qualcosa di strano, se troveremo un altro biglietto, cercheremo di indagare e di scoprire quante più informazioni possibili. Due teste sono meglio di una.- propone lei ed io deglutisco incerta. Non ho mai controllato a chi appartenessero quegli occhi e questo perché mi faceva più paura scoprire chi fosse il proprietario che rimanere inerte davanti ad essi, ma ora so che, se anche questa sera i vedremo, Roxy non se ne starà certo con le mani in mano, vorrà entrare in azione.
-Va bene...- sussurro io e lei annuisce solennemente.
All'improvviso sento spingermi da dietro e quasi cado per terra a causa della sorpresa. Mi volto di scatto e mi ritrovo davanti Sebastian, i suoi occhi glaciali che mi guardano dall’alto in basso.
-Ma che fai?! Sei forse diventato cieco?- sbotto io.
-Eri in mezzo.- dice semplicemente lui e poi mi supera andandosi a sedere al suo posto come se nulla fosse.
-E allora? Non ti è nemmeno passato per l’anticamera del cervello di chiedere di farti passare? Ti costava tanto?- gli urlo addosso mentre sento il sangue ribollirmi nelle vene. Non mi sono mai comportata così in vita mia, ma quel ragazzo riesce davvero a farmi esplodere come niente.
-Ragazzina, smettila di starnazzare, mi stai facendo venire il mal di testa.- risponde lui linciandomi con lo sguardo e subito vedo Roxy iniziare a tremare. Anche a me incute una certa paura, i suoi occhi mi fanno immediatamente pensare ad odio, violenza e pericolo, ma non voglio dargliela vinta così facilmente.
-Anzitutto, non chiamarmi ragazzina. E poi, uno scusami sarebbe gradito, mi hai appena spintonato.- rispondo non distogliendo lo sguardo ed in risposta inarca un sopracciglio.
Dopo qualche istante si ricompone e ritorna con la sua solita espressione impenetrabile e dice:-Non sono uno che chiede scusa, soprattutto ad una come te e adesso. Ed ora, se vuoi finirla con questo cinema... Sai, sei parecchio rumorosa e fastidiosa.
Sto per ribattere ma Roxy mi tappa la bocca. Io la guardo confusa e lei scuote la testa, come per dirmi di non dire o fare nulla, poi mi trascina fuori dalla classe.
-Ti ricordi quando hai detto che i nuovi arrivati non ti ispiravano alcuna fiducia? Beh, su di lui posso anche capirti. Non sembra uno da sfidare. Lascialo perdere, almeno per il momento. Cerchiamo prima di capire se è effettivamente lui a scriverti quei biglietti e a seguirti, poi penseremo al da farsi. Per ora evitiamo guai inutili. sussurra guardando l'entrata dell'aula per assicurarsi che il diretto interessato non si avvicini.
Io sospiro ed annuisco:-Però resta il fatto che non lo sopporto.
Lei sorride e annuisce d'accordo con me:-Mi sembrava abbastanza evidente.
-Ah, davvero? E chi sarebbe nella vostra lista nera?- dice qualcuno alle mie spalle e subito una forte stretta mi circonda le spalle.
-La vuoi smettere di apparire così dal nulla?! Mi fai prendere un colpo ogni volta!- lo rimprovero io e lui ridacchia divertito.
-Ciao.- lo saluta Roxy fulminandolo con lo sguardo. È vero che sono usciti insieme... Che la infastidisca il fatto che mi abbia abbracciato? O piuttosto hanno litigato? Con la scusa che ci siamo sentite poco in questi giorni, non sono molto informata riguardo ai nuovi sviluppi sul fronte Shawn.
-Allora? Chi non sopportate? Non tenetemi sulle spine!- domanda ancora il rosso, non accennando minimamente a lasciarmi andare, appoggiandosi a me con tutto il suo peso.
-Shawn, le conversazioni private, devono restare tali! E tu non c'entri nulla in questa storia, quindi fatti gli affaracci tuoi!- lo rimprovero io puntandogli un dito in faccia e cercando di scrollarmelo di dosso.
Lui, divertito, alza le mani in segno di resa e fa un passo indietro:-Come preferisce lei, signorina. Vorrei evitare di finire anche io sulla vostra lista nera.
-Oh, ma per favore! Smettila di fare il cascamorto. Inoltre chi ti dice che tu non sia già in quella lista?- borbotta innervosita la mia amica. Non l'ho mai vista comportarsi così, che le succede? Come mai è così diffidente nei confronti di Shawn? E dire che all’inizio sembrava come incantata da lui, nonostante i miei avvertimenti, ed ora, proprio quando ho appena iniziato a cambiare idea sul rosso, le si mossa così scostante nei suoi confronti.
-Sei forse gelosa?- le domanda il ragazzo con sguardo malizioso. Vuole proprio vedere la mia amica esplodere come una bomba?
-Guarda che non sei al centro di tutto ciò che accade a questo mondo, razza di idiota narcisista.- risponde inacidita Roxy.
-Ammettilo che mi vorresti tutto per te, ma posso capirti, tutte le ragazze mi amano.- si pavoneggia lui sogghignando divertito.
-Nemmeno per sogno.- esclamiamo all'unisono io e Roxy e subito la guardo con gli occhi spalancati, incredula. Tra i due deve decisamente essere accaduto qualcosa ed il mio istinto mi suggerisce che abbia a che fare con l’indole da farfallone del rosso. Senza contare poi il suo egocentrismo smisurato, credo sia più facile trovare i confini dell'universo piuttosto che quelli dell'ego di Shawn.
-Sì sì, certo. Il vostro orgoglio vi impedisce di ammetterlo, ma so bene che sbavate e stravedete per me.- aggiunge ancora fiero di sé.
Non posso certo dire che sia un brutto ragazzo, anzi... Ma su una cosa ha ragione, non lo ammetterò mai di fronte a lui! Insomma, non vorrei mai far crescere il suo ego già fin troppo smisurato. Non sia mai che inizi pure a pensare di essere il più bello in tutto l'universo, o forse lo pensa già... Bah, come si può capire un ragazzo del genere? L’unica cosa di cui sono certa, è che rispetto a Sebastian e Damine è più espansivo e meno sospetto e minaccioso. E lo preferisco anche a Samantha, che da quando ha superato lo scoglio della timidezza è diventata una moralista insopportabile.
-No caro mio, ciò che dico è solo verità. E sono stata fin troppo gentile e delicata, ma se non te ne vai, ti giuro che ti faccio tornare dalla mamma in lacrime.- dice stizzita Roxy.
Accidenti, Shawn deve averla fatta parecchio arrabbiare per scatenare una simile reazione da parte sua.
Il ragazzo sta per ribattere, ma per fortuna suona la campanella e lui, con un sorrisetto stampato in faccia, ci saluta e si congeda dicendo che le fanciulle nella sua classe lo stanno aspettando impazientemente.
-Che stupido...- borbotta la mia amica prima di entrare in classe e sedersi al suo posto. Io rimango un attimo immobile ad osservarla. Perché ha reagito così? Prima le stava stravedeva per Shawn, e ora... Che cos’è successo? Cosa le ha fatto cambiare idea?
-Devi proprio imbambolarti qui in mezzo?- mi domanda qualcuno seccato riportandomi al presente.
-Oh, mi scusi vostra maestà, non volevo disturbarvi. Ti costa così tanto essere un po' più garbato?- ribatto io. Oggi tutti che ce l'hanno con me che sto in mezzo?
-Se non la smetti di fare la cretina, giuro che te la taglio quella lingua.- dice Damien guardandomi coi suoi occhi scuri e profondi.
E pensare che io ieri lo ho anche aiutato! Avrei dovuto lasciarlo dov’era ed andare per la mia strada, invece mi sono addirittura preoccupata per questo stupido imbecille!
-Prova ad alzare anche un solo dito e ti castro.- dico facendo un sorrisetto innocente e lui mi supera, ma non prima che io veda l’angolo della sua bocca sollevarsi leggermente. Quando fa per andarsene verso il suo posto, però lo blocco afferrandolo per una manica della felpa e lui mi osserva con le sopracciglia corrugate ed uno sguardo inquisitorio.
-Come... come vanno le ferite?
Nonostante mi fossi ripromessa di non impicciarmi ulteriormente, non posso fare a meno che preoccuparmi e vorrei prendermi a calci da sola per questo. Perché mi preoccupo per uno come Damien?
-Vanno meglio, te lo avevo detto che avevo solo bisogno di riposarmi.- ribatte lui e si volta per allontanarsi, sussurrando un impercettibile:-Grazie.
Rimango paralizzata sul posto per diversi istanti, non me lo sarei davvero aspettata. Insomma, credevo se ne sarebbe uscito con qualche altra sua rispostaccia o provocazione e invece... mi ha ringraziata. Che me lo sia immaginata? Altrimenti devo seriamente preoccuparmi che stia per finire il mondo.
Damien si siede al suo posto dietro Samantha ed io lo seguo a ruota, non appena entra la professoressa per farci supplenza. Il suo ingresso causa un'ondata di gioia generale tra noi studenti, che esultiamo creando così tanta confusione da farci rimproverare all'istante.
Inizio subito a sbadigliare e mi preparo per fare una bella dormita, ma Samantha mi interrompe domandandomi:-Ti va di fare i compiti con me?
-Stai scherzando, vero?- domando a bocca aperta. Io voglio dormire! Accidenti, un'ora buca non la spreco facendo compiti, ma la uso per riposarmi, almeno circondata da potenziali testimoni ed in pieno giorno non dovrei essere in pericolo, no?
-No, sono seria. Siamo qui per imparare e, anche se è un'ora buca, dobbiamo studiare. È nostro dovere dare il massimo e non sprecare il nostro tempo.- risponde sorridendo ed in questo momento la mia mente è attraversata solo da diversi pensieri violenti.
Non ho parole. Non ho mai conosciuto una ragazza così diligente e contenta di studiare e venire a scuola. A volte mi chiedo davvero se sia una semplice adolescente o una qualche sorta di aliena venuta sulla Terra per sondare il pianeta e per raccontare ai suoi simili cosa succede qui e farli preparare a una futura invasione? Okay, forse corro troppo con l’immaginazione, ma non ho mai incontrato qualcuno di così... ossessivo! Diamine, come minimo anche quando dovrebbe dormire rimane sveglia a svolgere i suoi doveri.
-Ma fammi il piacere, sei ridicola! Siamo tutti stanchi e secondo te usiamo quest'ora per fare i compiti? Sei una stupida.- afferma Damien alle mie spalle ed io non posso fare a meno che essergli grata per avermi tolto le parole di bocca.
-Sono d'accordo con lui, anche se poteva scegliere... delle parole diverse.- dico rimproverandolo con lo sguardo e lui solleva le spalle con nonchalant.
-Fate... fate come volete.- sussurra lei iniziando a fare i compiti con aria evidentemente afflitta e facendomi così sentire in colpa, ma non ho la benché minima intenzione di cedere. Devo solo trovarmi una distrazione e liberarmi di questo sentimento spiacevole.
Non appena la prof inizia a correggere le verifiche di un’altra classe e non ci presta più attenzione, ne approfitto per andare dalla mia migliore amica.
-Tu! Mi devi dire un sacco di cose!- dico puntandole l'indice in faccia e facendola sobbalzare dalla sorpresa.
-Del tipo?- domanda perplessa spostando lo sguardo dallo schermo del suo cellulare a me.
-Perché sei arrabbiata con Shawn? Insomma, prima lo difendevi a spada tratta e dicevi che era un bravo ragazzo, simpatico ed intelligente e tanti altri bla bla... Adesso cos’è cambiato?- aggiungo io gesticolando come una pazza, ma la curiosità mi sta divorando.
Lei sospira e si riavvia i capelli azzurri dietro le spalle:-Tutte gli vanno dietro e non ne rifiuta nessuna, fa il galletto ed attacca bottone, anche quando usciva con me. Io non sono un giocattolo, o esce con me o esce con le altre.
-Gli vanno tutte dietro? Ha realmente tutte queste spasimanti?- domando sorpresa. Insomma, so è evidente che sia un bel ragazzo, ma non avrei mai immaginato che potesse avere così tanto successo considerando quanto è vanesio.
-Esatto, non so da dove vengano i nuovi arrivati, ma hanno dei fisici davvero pazzeschi. Loro sono pazzeschi! Hanno anche dei visi meravigliosi ed un posteriore da paura, magari lavorano tutti in qualche agenzia di modelli o qualcosa del genere.- mi risponde spostando lo sguardo su Damien e Sebastian che sono circondati da un gruppetto di ragazze della nostra classe.
-Anche Samantha è molto bella. E graziosa. Solo si comporta un po’ troppo da... suora di clausura. Si veste come mia nonna e non fa altro che parlare di dovere e di cosa sia giusto o meno.- sospira Roxy spostando i suoi occhi sulla mia vicina di banco, cosa che faccio anch'io. Ci sono due ragazzi che cercano di flirtare con lei, uno è seduto al mio posto e l'altro è in piedi, ma Sam continua a fare i compiti senza calcolarli. Credo che quei due si stancheranno presto...
-Hai ragione, sono belli da far paura... Ma non dobbiamo abbatterci, la bellezza non è tutto nella vita!
Lei sorride con poca convinzione e dice:-Hai ragione, ma non solo non siamo due bellezze stratosferiche, abbiamo la grazia di dieci lottatori di sumo! Certo, sicuramente questo ci rende abbastanza uniche, ma secondo mio padre sarà anche uno dei motivi per cui rimarrò zitella, oltre al mio essere impicciona e cocciuta come un mulo.
Entrambe scoppiamo a ridere, finché una voce alle mie spalle ci fa irrigidire.
-Ah, ma davvero? Non ha tutti i torti e direi che questo vale anche per te, biondina.
Gli occhi di Roxy si spalancano ed io mi giro, trovandomi il volto di Damien a pochi centimetri dal mio. Ma come...? Lui poco fa era al suo posto! Come diamine ha fatto ad avvicinarsi senza che lo sentissi?
-Oh, ma stai zitto. Nessuno ti ha mai detto che non è carino origliare?- ribatto sulla difensiva mentre indietreggio per allontanarmi da lui.
Damien alza le spalle con noncuranza e con il suo solito atteggiamento distaccato risponde:-Ero solo curioso di sapere di cosa stavate spettegolando, sembravate così assorte.
-Tu curioso? E dire che pensavo fossi una macchina priva di sentimenti umani.- ribatto io e lui abbozza un debole sorriso in risposta.
-Ma guardati, sorridi anche! Pensavo sapessi solo sogghignare.- aggiungo io e, prima ancora di pensare a quello che sto facendo, mi avvicino appoggiando gli indici delle mani agli angoli della sua bocca e spingo verso l’altro:-Dovresti sorridere un po’ più spesso, risulteresti meno irritante.
-Davvero affascinante, potresti fare strage di cuori con quell’espressione!- esclama Roxy scoppiando a ridere e lui aggrotta le sopracciglia mentre io indietreggio di nuovo, allontanando le mie mani dal volto del ragazzo.
-Forse quello è esattamente il mio scopo.- replica lui incrociando le braccia al petto.
-Ti riesce davvero bene.- ribatto io imitando la sua posa come uno specchio.
-Cosa stai facendo?- interviene allora Sebastian, interrompendo il nostro breve scambio di battute ed avvicinandosi con passo lento. Damien borbotta qualcosa di incomprensibile ed entrambi se ne tornano ai loro posti.
Io li osservo allibita. Perché Damien si fa mettere i piedi in testa dal corvino? Ogni volta che Sebastian apre bocca o fa qualcosa, si comporta come il suo schiavetto personale. Non possono essere seriamente amici, ma allora che genere di rapporto c’è tra quei due?
Quando suona finalmente la campanella io e Roxy usciamo dall'edificio e ci affrettiamo verso il piazzale, dove ci sediamo sull’asfalto ad aspettare l’autobus per raggiungere casa mia.
-Non ti assicuro che mia madre accetti di farti rimanere a dormire.- la avviso subito io e lei fa un sorrisetto soddisfatto:-Penso di poterla convincere, sai che ho una mente geniale.
-E cosa pensavi di fare?- domando sospettosa inarcando un sopracciglio, non mi fido molto delle sue idee, spesso portano solo guai. Anzi, praticamente sempre.
-Vedrai, vedrai...- risponde vaga facendomi solo preoccupare di più. Che cosa sta tramando questa ragazza?
E pensare che sono stata lontana dalla mia migliore amica per una settimana perché mi riteneva pazza, ma ora, per fortuna, ha iniziato a credermi. O forse sarebbe meglio dire per sfortuna. Credo sia meglio essere pazzi che vedere realmente quegli occhi rossi, che sembrano cercare sangue, morte. Vorrei cancellarli dai miei ricordi e vorrei non vederli mai più. E quei bigliettini? Vorrei dimenticare anche loro e le minacce scritte con quell’inchiostro rosso così simile al sangue, soprattutto se penso che la persona o la cosa che mi lascia quei messaggi sia la stessa a cui appartengono quegli occhi rossi come rubini.
-Ragazze! So di esservi mancato, ma non temete! Il ragazzo dei vostri sogni è di nuovo qui tra voi!- esclama una voce familiare e subito l'espressione di Roxy si indurisce mentre i suoi occhi si riempiono di amarezza.
-Stavamo così bene senza di te...- risponde secca Roxy e Shawn sorride divertito.
-Oh, andiamo ragazze! Non c’é bisogno di ferire così i miei sentimenti!- esclama Shawn fingendosi ferito.
-Hai ragione, ho risposto così per nascondere che vorrei tanto saltarti addosso...- dice la mia amica facendo formare sorriso soddisfatto sul viso di Shawn e lasciandomi allibita. Ma poi, con un sorrisetto malefico, continua:-... per romperti tutti quei fantastici denti bianchi che ti piace così tanto mostrare!
Roxy mi sembra piuttosto agguerrita in questo momento e la cosa mi diverte, soprattutto per via dell’espressione sorpresa sul volto del rosso.
-Beh, poco male, ho altre spasimanti che apprezzerebbero più di voi la mia presenza.- dice osservando un gruppetto di ragazze molto belle che gli sorridono e lo salutano con un gesto della mano.
-Meglio così, allora vai pure da loro e circola lontano da noi se non vuoi davvero rimanere senza quel tuo bel sorriso di cui ti vanti tanto.- risponde inacidita la mia amica e Shawn si allontana senza dire un’altra parola. Questa è davvero la prima volta che lo vedo infastidito, di solito quando sono io a rispondergli in questo modo ci ride sopra, ma forse non è così indifferente alla mia amica come vorrebbe far credere.