6.-1

2012 Parole

6. Evet era assolutamente terrorizzata. Non era solo la prospettiva di conoscere la madre di Ason, la terrorizzava tutto, in quella casa. I tappeti pregiati su cui quasi temeva di posare i piedi, le posate di ardenio prezioso, gli asciugamani morbidissimi, i quadri dipinti da veri artisti, con pennello e tutto... Il suo ultimo timore in ordine di tempo riguardava il vestito che una cameriera ilaaci le aveva consegnato con espressione vagamente beffarda. Un’altra cameriera le aveva già acconciato i capelli e l’aveva truccata in modo molto sobrio. Almeno quello era un sollievo, dato che Evet sapeva benissimo che con un po’ di rossetto rosso era matematicamente certo che qualsiasi donna, di qualsiasi età o condizione sociale, l’avrebbe odiata a prima vista. Così, invece, sembrava solo...

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