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2014 Parole

«E voi lo zucchero mettetelo nel tè, Nastàsja Nikìforovna.» «Ma sentite questa canaglia!» gridò Nastàsja, scoppiando in una gran risata. «Io, poi, sono Petròvna, e non Nikìforovna,» aggiunse quand’ebbe cessato di ridere. «Cercherò di ricordarmelo. E così, insomma, mio caro, per farla breve, all’inizio mi era venuta voglia di far saltare tutto in aria qui dentro con una bella scossa di corrente elettrica, in modo da eliminare subito tutti i pregiudizi che ci sono qua dentro; ma Pàšenka ha avuto la meglio. Io, fratello mio, non mi aspettavo affatto che lei fosse così... be’, così piacente... capisci? Non trovi?» Raskòlnikov non aveva aperto bocca, senza distogliere neanche per un istante il suo sguardo inquieto da Razumìchin, e continuava a fissarlo. «E anche parecchio,» proseguì l’altro

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