E uscì rapidamente dalla stanza, aprendosi un varco tra la folla per raggiungere la scala; ma s’imbatté in Nikodìm Fòmic, il quale, informato della sciagura, aveva pensato di occuparsene personalmente. Non si erano più visti da quella volta nell’ufficio di polizia, ma Nikodìm Fòmic lo riconobbe subito. «Ah, siete voi?» gli domandò. «È morto,» rispose Raskòlnikov. «C’è stato il dottore, c’è stato il prete; è tutto a posto. Non infastidite quella povera disgraziata, che è anche tisica. Fatele coraggio, se potete, rincuoratela in qualche modo... Io so che voi siete una persona buona...» aggiunse con un sorriso, fissandolo dritto negli occhi. «Come vi siete bagnato di sangue!» osservò Nikodìm Fòmic, scorgendo alla luce della lanterna alcune macchie fresche sul panciotto di Raskòlnikov. «Sì

