1Raskòlnikov si sollevò a sedere sul divano. Fece un debole cenno a Razumìchin perché interrompesse il flusso di parole di consolazione rivolte alla madre e alla sorella, poi le prese tutte e due per le mani e rimase a guardarle in silenzio per almeno due minuti, ora l’una ora l’altra. La madre rimase spaventata da quello sguardo, nel quale si poteva leggere un sentimento intenso fino alla sofferenza, ma nello stesso tempo anche qualcosa di fisso, qualcosa vicino alla follia. Pulchèrija Aleksàndrovna cominciò a piangere. Avdòtja Romànovna era pallida; la sua mano tremava in quella del fratello. «Andate a casa... con lui,» disse Raskòlnikov lui con voce rotta, indicando Razumìchin. «Ci vedremo domani, domani tutto sarà... E molto che siete arrivate?» «Questa sera.» rispose la madre. «Il

