«E se lo troveremo?» «Avrà quel che si merita.» «Siete logico, non c’è che dire. Ma, la sua coscienza?» «Che ve ne importa della coscienza?» «Be’, se non altro per un senso di umanità.» «Chi ce l’ha, soffra pure, se riconosce il suo errore. Per lui sarà una punizione supplementare, in aggiunta ai lavori forzati.» «E gli uomini effettivamente geniali,» domandò Razumìchin con il volto cupo, «quelli che hanno il diritto di uccidere, quelli non devono soffrire affatto, nemmeno per il sangue versato?» «Perché dici devono? Qui non ci sono né permessi, né divieti. Sono liberi di soffrire, se hanno pietà della vittima... La sofferenza e il dolore sono inevitabili per chi ha un animo profondo e sensibile. Gli uomini veramente grandi, secondo me, devono provare una gran tristezza a questo mon

