XXXVI. Château

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XXXVI. Château I Reali, genitori di un compagno di scuola, ci portarono a Château Beaulard, un villaggio nascosto nell’alta valle di Susa, dove si arrivava percorrendo una mulattiera che dal fondovalle si infilava nella montagna. D’inverno era percorribile solo a piedi o con slitta e mulo e, in discesa, con lo slittino. I vagoni del treno per Bardonecchia negli anni Cinquanta avevano una caratteristica unica e incredibile: le porte di accesso erano collocate tra le panche dei sedili, così ogni volta che qualcuno saliva, i viaggiatori erano costretti a fare le acrobazie per farlo passare. Da Torino a Bardonecchia ci sono sedici fermate e a ogni stazione, con il naso incollato al finestrino, osservavo attraverso il vetro appannato le facce indecise di quelli che dal marciapiede scrutavano

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