Capitolo XXXVI In corso Raffaello a Torino, il bar all’angolo con via Madama Cristina apriva presto: già alle sette c’erano artigiani e manovali che facevano colazione. Gli impiegati, i dirigenti e gli studenti sarebbero arrivati più tardi. Vito non era riuscito a dormire quasi niente. Aveva come un presentimento dopo la telefonata di Luigi. Aveva provato a chiamarlo altre due volte dopo qualche ora, ma era sempre irraggiungibile. Poi si era deciso alle cinque a chiamare Dante, gli avrebbe detto che aveva bisogno di qualche dritta urgente sull’organizzazione del trasporto della roba; non doveva sapere che Luigi lo aveva informato ed era lì per tenerlo sotto controllo. Se lo avesse sospettato, lo avrebbe ucciso alla prima occasione. Era irraggiungibile anche lui. Era uscito di casa al

