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333 Parole

16 Suonai il campanello dello studio. La segretaria era una giovane biondiccia che vestiva in jeans e scarpe da ginnastica. Masticava una gomma e odorava di zucchero filato. Il vecchio professore era di larghe vedute nei confronti dei suoi collaboratori. Un altro punto a suo favore. La donna mi salutò con un sorriso professionale e mi indicò la sala d’aspetto deserta. Mancavano tre minuti alle 8. Sfogliai una rivista. «Dottor Torri, buongiorno», disse la voce calda e bassa. Sollevai la testa. Sulla porta c’era un uomo. Dimostrava trentacinque anni al massino. Sportivo, magro, abbronzato. I capelli castano chiari e gli occhi enormi e azzurri. Jeans, camicia e giacca nera. Risposi un po’ titubante al saluto. E tornai con la testa alla rivista. «Lei è il dottor Torri, no?». «Ci cono

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