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825 Parole

25 Qualche centinaio di metri più avanti c’era un’altra piazzola. Me la indicò lei. Accostammo. Tra alcuni alti cespugli si trovava un passaggio giusto per un’auto. Sul terreno, le gomme di chi aveva cercato la privacy per dare sfogo al desiderio, avevano scavato profondi solchi. Ci infilammo dentro come se oltrepassassimo un sipario. Mi girava la testa. Nonostante l’aria condizionata, sudavo come sotto anfetamina e mi batteva così forte il cuore che pensai si vedesse la sua sagoma pulsare sotto la stoffa della camicia. Dafina era veramente una ragazza splendida. In altre condizioni avrebbe potuto fare la modella. Ma con lei il destino era stato avaro. Le sfiorai il seno quasi inesistente, le sollevai la gonna e la toccai tra le gambe. Era nervosa e scattò di nuovo. Ci avevo sperato

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