XI.

228 Parole

XI. La mattina dopo, Candida tirò in disparte suo fratello e gli disse con piglio amorevole: — Perchè ti confondi in quel modo, quando Iride ti guarda o ti parla? Che c'è da vergognarsi? Non sta bene; chi sa che cosa le farai pensare... Le farai pensare che sei cattivo, perchè sono soltanto i ragazzi cattivi che si vergognano. Bisogna che tu sia un po' più disinvolto; è una tua parente, in fin dei conti, è tua cognata e — accentuando le parole — potrebb'essere tua madre. E poi non istà neanche bene guardar la gente così fisso, che pare non si sia mai visto nessuno; e tu ieri sera la guardavi così; e dovresti invece tenerla come una sorella, con cui fossi sempre vissuto insieme, e portarti con lei come ti porti con me. — Furio, a cui non passava per la mente che sua sorella gli avesse l

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