XII. Poche ore dopo, Iride stava appoggiata a una finestra del salotto da pranzo, colle spalle volte alla campagna, e diceva: — Ma che proprio non ci sia modo di sfranchire un pò questo ragazzo? — In quel momento sentì il passo di Furio che scendeva le scale, e soggiunse subito: — Ora mi ci metto io. — Furio entrò di corsa, credendo che non ci fosse nessuno; appena entrato, si fermò. — Vieni qua, — disse risolutamente Iride, vedendo ch'egli si voltava per tornare indietro. Furio la guardò stupito. — Qua, — ella ripetè in tono scherzevole di comando; Furio, adagio adagio, le venne vicino. — Ancora, — soggiunse Iride sorridendo. Furio s avvicinò fino quasi a toccarla, col viso acceso, cogli occhi bassi, colle sopracciglia corrugate che pareva che soffrisse: non aveva che un leggiero

