XIII. A Iride non era nemmeno passato per la mente che sotto quella gran timidezza del ragazzo si nascondesse qualcosa; e non c'è da meravigliarsene. I ragazzi noi li crediamo sempre più ragazzi di quel che sono. E questo, perchè, al solito, vedendoli e trattandoli, non ci è presente alla memoria il grado vero d'intelligenza e di sensitività che avevamo noi all'età loro. Se ci fosse presente sempre, ci ricorderemmo, per esempio, quasi tutti che, da bambini, abbiamo sentito far dei discorsi, in presenza nostra, che noi ora, alla presenza d'altri bambini, non ripeteremmo; e allora coloro che li facevano, erano fermamente persuasi che noi non gl'intendessimo; e gl'intendevamo invece quanto loro, e facevamo le viste di no. L'intelligenza dei fanciulli precorre quasi sempre l'accorgimento dei

