XIV. Riconovaldo, più che stizzito, offeso dalla indifferenza crescente di Candida, continuava a rodersi dentro, ad almanaccare la maniera di vincerla, a tentar anche d'irritarla, se non altro, e di farsi detestare a viso aperto; pur ch'ella smettesse di portarsi così, come se non s accorgesse di lui. Poichè dice bene il Leopardi, che gli uomini tollerano l'odio, e talvolta pure se ne gloriano; ma ad un segno o ad un sospetto che abbiano di noncuranza, pochi sono così forti che restino immobili, e non si diano con ogni mezzo a cercare di liberarsene, discendendo anco, se occorre, ad atti vili. E più che in altri doveva questo esser vero in lui, che, oltre al naturale sospetto d'esser preso per una testa piccina e un'anima vuota, aveva la coscienza altera della sua bellezza, e non si vedev

