53

528 Parole

53 L’insolito ragazzo che aveva suonato il campanello nel pomeriggio, e da cui era indirettamente fuoriuscito lo scritto, quasi avesse prodotto un ectoplasma, dormiva seduto a terra accanto alla porta. Rannicchiato in posizione fetale. Sussultava nel sonno come se stesse avendo un incubo. La testa poggiata a un braccio raggomitolato, una mano sullo stomaco. Faceva pena. Era passata mezzanotte. Da quando lei l’aveva cacciato (cacciato, sì, cacciato) non se ne era andato. Cinque, forse sei ore, a terra come un mendicante. Ma Federica non riusciva ad associarlo alla parola “pazzo”, non se la sentiva di mancargli di rispetto. Aveva provato subito tenerezza nei suoi confronti. E una specie di remota attrazione, di spirito s’intende. Il dubbio però rimaneva: le sue erano solo sensazioni. Lo

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI